A cura di Giuseppe Monno

I protestanti accusano i cattolici di omettere il secondo comandamento, quello che vieta di adorare le immagini. Affermano che la proibizione di adorare altri dèi e la proibizione di adorare le immagini (Esodo 20,3-5; Deuteronomio 5,7-9) siano due distinti comandamenti.
Personalmente mi chiedo dove sia scritto nella Bibbia che le due proibizioni vadano divise in due distinti comandamenti. In Esodo (20,3-5) come pure nel Deuteronomio (5,7-9) abbiamo un solo comandamento, quello che proibisce l’idolatria.
Andiamo a leggere quanto è scritto nel Decalogo deuteronomico:
6 Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile.
7 Non avere altri dèi di fronte a me.
8 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 9 Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai.
Perché io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano,
10 ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Nell’introduzione il Signore si presenta come il Dio che ha liberato il suo popolo dalla schiavitù nel paese di Egitto (v. 6). Dopo c’è la proibizione dell’idolatria seguita dalla sanzione per i trasgressori (v. 7-9) e dai favori per gli osservanti (v. 10).
La medesima cosa va detta per Esodo 20:
introduzione (v. 2) e proibizione dell’idolatria seguita dalla sanzione per i trasgressori (v. 3-5) e dai favori per gli osservanti (v. 6).
La Chiesa cattolica ha accolto la divisione dei comandamenti proposta da Sant’Agostino (Quaestiones in Heptateuchum, II, 71; De doctrina christiana). La proibizione di Esodo (20,3-5) e di Deuteronomio (5,7-9) riguarda l’idolatria.
Giustamente la Chiesa cattolica, seguendo Sant’Agostino, afferma che la proibizione di adorare altri dèi e quella di adorare le immagini sono un unico comandamento. Anche Martin Lutero aveva accolto la divisione proposta dal vescovo di Ippona.
Un’altra conferma riguardo la correttezza di questa divisione la troviamo proprio nel Decalogo deuteronomico. Leggiamo i restanti comandamenti:
11 Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.
12 Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. 13 Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, 14 ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. 15 Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.
16 Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sia felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà.
17 Non uccidere.
18 Non commettere adulterio.
19 Non rubare.
20 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
21 Non desiderare la moglie del tuo prossimo.
Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.
I protestanti, seguendo il Decalogo di Esodo, non solo distinguono in due comandamenti la proibizione di adorare altri dèi e quella di adorare le immagini, ma sostengono pure che la proibizione della concupiscenza della donna altrui e quella della concupiscenza dei beni altrui siano un solo comandamento.
La Chiesa cattolica fin da principio riconosce che la dignità umana della donna è uguale a quella dell’uomo. Questa perciò non può essere elencata tra le proprietà del marito al pari della casa o del bestiame.
La Chiesa cattolica, seguendo il Decalogo deuteronomico (che è una versione più recente rispetto a quella di Esodo), distingue in due comandamenti la proibizione della concupiscenza della donna altrui e quella della concupiscenza dei beni altrui.
Ora, se le due proibizioni riguardanti la concupiscenza sono da distinguersi in due comandamenti, le due proibizioni riguardanti l’idolatria vanno accolte come un solo comandamento. Infatti i comandamenti sono dieci.
La Chiesa cattolica ha redatto il Decalogo in maniera più schematica e sintetica, senza comprometterne la sostanza:
1. Non avrai altro Dio all’infuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la roba d’altri.
Tuttavia, nelle traduzioni della Bibbia e nei Catechismi, la Chiesa cattolica ha mantenuto il Decalogo così come si trova nella Bibbia. Perciò le accuse mosse contro la Chiesa cattolica da parte dei protestanti riguardo l’omissione della proibizione dell’idolatria delle immagini non sono altro che diffamazioni.
Ecco quanto riporta il Catechismo della Chiesa Cattolica:
“Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai.” (CCC, 2083-2084)
Quanto alle traduzioni cattoliche della Bibbia, basta leggerne qualcuna per verificare che la proibizione dell’idolatria delle immagini non è omessa.
I protestanti inoltre accusano la Chiesa cattolica di aver modificato “osserva il giorno di sabato per santificarlo” in “ricordati di santificare le feste”. Ma si deve fare osservare loro che già il popolo ebraico, oltre lo shabbat, osservava altre festività: sukkot, pesach, shavuoth, yom kippur, khanukah.
Anche la Chiesa cattolica ha stabilito altre festività per alimentare la fede del popolo.
Inoltre ha sostituito il riposo del sabato con quello della domenica, poiché questo è il giorno del Signore e del suo trionfo sulla morte (Marco 16,9). Già i primi cristiani si riunivano in questo giorno per celebrare l’Eucaristia (Atti 20,7).
I protestanti, infine, accusano la Chiesa cattolica di aver modificato “non commettere adulterio” in “non commettere atti impuri”. Ciò si deve al fatto che nella Bibbia sono elencate molte altre proibizioni riguardanti i peccati della carne, e che giustamente la Chiesa cattolica ha voluto includere in quel comandamento (Levitico 20,12-22; Deuteronomio 5,18; Marco 7,20-23; 1Corinzi 6,9-10.18; Galati 5,19-21; Efesini 5,5; 1Tessalonicesi 4,3-8).