#Transustanziazione, #Trasmutazione e #Consustanziazione
di Giuseppe Monno
Secondo la dottrina cattolica della transustanziazione, quando durante la celebrazione eucaristica un sacerdote recita sul pane e sul vino le parole di consacrazione dette da Gesù Cristo durante l’ultima cena: “questo è il mio corpo” e “questo è il mio sangue dell’alleanza”, tutta la sostanza del pane e del vino si converte nella sostanza del corpo e sangue di Gesù Cristo. Del pane e del vino rimangono solo gli accidenti o apparenze, ma non la sostanza. Con la transustanziazione non si ripete il sacrificio di Cristo come se fosse una copia dell’unico e perfetto sacrificio avvenuto duemila anni fa sul Golgota, ma quell’unico sacrificio si realizza sull’altare, in modo non cruento, ogni volta che un sacerdote celebra l’eucaristia, e tutta la Chiesa partecipa non ha un altro sacrificio, ma al medesimo avvenuto sul Golgota. Il sacrificio viene offerto da tutta la Chiesa: gli angeli, i beati, noi ancora viatori sulla terra, ma soprattutto dai sacerdoti che agiscono come “Alter Christus” (un altro Cristo), in “Persona Christi Capitis” (nella persona di Cristo capo), e come strumento di Cristo.
Secondo la dottrina ortodossa della trasmutazione, quando durante la celebrazione eucaristica un sacerdote recita l’epiclesi, l’invocazione dello Spirito Santo sul pane e sul vino, tutta la sostanza del pane e del vino si converte nella sostanza del corpo e sangue di Gesù Cristo. Del pane e del vino rimangono solo le apparenze, ma non la sostanza. Avviene esattamente ciò che avviene per la dottrina della transustanziazione, eccetto per il fatto che quest’ultima afferma che Cristo si fa presente con la sostanza del suo corpo e sangue mediante la ripetizione delle parole dette da Gesù Cristo durante l’ultima cena: “questo è il mio corpo” e “questo è il mio sangue dell’alleanza”, mentre la dottrina della trasmutazione afferma che Cristo si fa presente con la sostanza del suo corpo e sangue mediante l’epiclesi, la preghiera di invocazione dello Spirito Santo sul pane e sul vino.
Secondo la dottrina luterana della consustanziazione, al momento dell’ingestione sacramentale la sostanza del corpo e sangue di Gesù Cristo coesiste con la sostanza del pane e del vino consacrati dal pastore, essendo una cosa sola, come il ferro e il fuoco nel metallo arroventato, secondo un esempio di Lutero. Secondo l’ex monaco agostiniano il corpo di Gesù Cristo si trova col pane, nel pane e sotto il pane. Il termine consustanziazione fu introdotto in seguito da Melantone. Cristo, tuttavia, spezzando il pane durante l’ultima cena e distribuendo il calice, mentre istituiva questo grandioso sacramento: “Fate questo in memoria di me”, non disse: “Insieme a questo pane e questo calice ci sono il mio corpo e il mio sangue”, ma disse: “questo è il mio corpo” e “questo è il mio sangue dell’alleanza”, intendendo così che ciò che nell’apparenza è pane e vino, nella sostanza è il suo corpo e sangue.