A cura di Giuseppe Monno

Simbolismo dell’Agnello nel libro dell’Apocalisse
Apocalisse 5,6:
«Poi vidi, ritto in mezzo al trono e ai quattro esseri viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello, come immolato, che aveva sette corna e sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio, mandati su tutta la terra.»
Nell’Apocalisse, l’Agnello è il simbolo cristologico per eccellenza, poiché rappresenta Cristo nella sua totalità: Vittima, Salvatore, Giudice, Pastore, Re. Per la Chiesa cattolica, questa immagine riassume il cuore del Vangelo: la salvezza attraverso l’amore crocifisso e glorificato.
L’Agnello simboleggia Gesù Cristo (Giovanni 1,29), in particolare nella sua dimensione di vittima sacrificale e redentore. In Apocalisse 5,6, si parla di un “Agnello come immolato”, ma in piedi, vivo: «Vidi in mezzo al trono… un Agnello, come immolato». Questo evidenzia la morte sacrificale (immolazione) ma anche la risurrezione e la gloria (l’Agnello è in piedi).
L’Agnello, animale mite e innocente, simboleggia la non-violenza di Cristo, che vince non con la forza, ma con l’amore e il sacrificio. È un contrasto potente rispetto alle bestie apocalittiche (come il drago o la bestia), che rappresentano il male e l’oppressione. La vittoria dell’Agnello è una vittoria paradossale: la gloria passa attraverso la croce.
L’Agnello immolato rimanda al sacrificio pasquale dell’Antico Testamento (Esodo 12), ma ora pienamente compreso in Cristo. Nella Santa Messa, la Chiesa proclama: «Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi». L’Apocalisse è profondamente liturgica: la visione del trono, dell’Agnello, e dell’adorazione celeste, rispecchia la liturgia celeste che si unisce a quella terrena.
L’Agnello non è solo vittima, ma anche Signore glorificato. In Apocalisse 17,14 si dice: «Combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà perché è il Signore dei signori e il Re dei re». La sua autorità è assoluta: apre i sigilli (Apocalisse 5-6), guida la storia e giudica il mondo.
In Apocalisse 7,17: «L’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita». Qui l’Agnello è simbolo del Paradiso, della guida sicura e dell’acqua viva, un’immagine profondamente consolante per i fedeli.
I sette occhi sono identificati con i sette spiriti di Dio, un modo simbolico per indicare la pienezza dello Spirito Santo (Apocalisse 1,4; Isaia 11,2). Il numero sette è simbolo di pienezza, totalità. Indicano quindi onniscienza e pienezza della Spirito Santo, presente attivamente e in profonda comunione con Cristo.
Nella simbologia biblica, la corna indicano potenza, forza, autorità regale (Deuteronomio 33,17; Salmi 89,18; Daniele 7,7-24). Le sette corna rappresentano quindi la pienezza della potenza di Cristo, la sua onnipotenza divina e il suo potere regale messianico, in contrapposizione alle bestie apocalittiche.
Questo Agnello immolato ma ritto in mezzo al trono, con sette occhi e sette corna, è Cristo glorificato, pienamente Dio, onnipotente e onnisciente, inviato dal Padre, redentore e datore dello Spirito Santo, al centro della visione e del culto celeste.
La liturgia cattolica (soprattutto nell’Apocalisse come lettura pasquale) esalta l’Agnello come vincitore glorioso, sacerdote e re.