MADRE DI DIO

di Giuseppe Monno

Il dogma della maternità divina di Maria fu proclamato il 22 giugno del 431 dal Concilio di Efeso, dopo una controversia teologica causata dai nestoriani. La maternità divina di Maria ha innegabili basi bibliche. Sotto l’azione dello Spirito Santo Elisabetta poté dire a Maria: “A che debbo che la madre del Signore mio venga a me?” (Luca 1,43). Il greco “Kyrios mou”, tradotto in italiano con “Signore mio”, è la traduzione dell’ebraico “Adonay” utilizzato dal popolo eletto al posto del sacro tetragramma YHWH, secondo una loro antica regola. Perciò Elisabetta ha proprio inteso dire che Maria è la Madre di Adonay, cioè di Dio. L’evangelista stesso fa uso di “Signore” e “Dio” in maniera scambievole (Luca 1,6.8.11.16.19.26.28.30.32.37.38.43.46.47). La Vergine Maria è Madre di Dio perché Cristo è vero Dio e vero uomo. La Vergine ha generato secondo la carne il Verbo eterno di Dio Padre. Perciò, come scrive San Tommaso D’Aquino (Somma Teologica III, q 35, a 4, ad 2), si deve affermare che “la Vergine Maria è Madre di Dio, non perché madre della divinità, ma perché è madre, secondo la natura umana, di una persona che possiede la divinità e l’umanità”. Giunta la pienezza del tempo la seconda persona divina della Trinità, l’unigenito dal Padre (Matteo 28,19; Giovanni 1,14.18; 3,16-18), unendo a se stesso ipostaticamente un corpo animato da un’anima razionale si fece uomo (Giovanni 1,14; Galati 4,4; Filippesi 2,7) rimanendo Dio (Giovanni 16,15; 20,28; Colossesi 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1; 1Giovanni 5,20). La Vergine Maria non ha generato una persona divina, ma solo il santo corpo che la seconda persona divina della Trinità ha unito a sé ipostaticamente. Poiché con l’incarnazione tutto della natura umana assunta dal Figlio di Dio è divenuto proprio di una persona della Trinità, giustamente la Chiesa cattolica professa Maria come vera Madre di Dio. Maria non è madre di Dio Padre, ma di Gesù che è Dio come suo Padre. Non è però un secondo Dio, poiché possiede indivisibilmente, per donazione, tutto l’essere del Padre, per cui può dire: “Io e il Padre siamo Uno” (Giovanni 10,30), e: “Tutto ciò che il Padre possiede è mio” (Giovanni 16,15). Mentre lo Spirito Santo è, ad un tempo, lo Spirito del Padre (Matteo 10,20) e del Figlio (Atti 16,6-7; Romani 8,9; Galati 4,6; Filippesi 1,19; 1Pietro 1,10-11), poiché procede dall’uno e dall’altro come da un solo principio e per un’unica spirazione, come hanno affermato i Padri nella sesta sessione del Concilio di Firenze. Se per fede crediamo che il Figlio di Dio si è fatto uomo rimanendo Dio (senza confusione né divisione né mutamento delle due nature), allora per fede dobbiamo credere che la Vergine Maria è Madre di Dio, cioè di Gesù. L’incarnazione del Figlio di Dio e la maternità divina di Maria sono due verità della fede intimamente legate fra loro. Non si può credere una di queste verità ma poi negarne l’altra. Già i primi cristiani rivolgevano preghiere a Maria riconoscendola come Madre di Dio, chiedendo la sua intercessione e protezione, secoli prima del Concilio di Efeso. In Egitto fu ritrovato il frammento di un papiro scritto in greco e contenente una preghiera rivolta a Maria. Questo frammento è stato datato all’anno 250. Si tratta della Sub tuum præsidium (Sotto la tua protezione) conosciuta anche nella Chiesa Cattolica latina. Nella preghiera è presente il vocativo Theotoke, da Theotokos che significa Madre di Dio. Ecco il testo completo in italiano:

“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.”

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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