LE DUE VOLONTÀ NATURALI IN GESÙ CRISTO

di Giuseppe Monno

Matteo 26,42
E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà.

Giunta la pienezza del tempo la Seconda Persona della Trinità, il Figlio unigenito di Dio Padre (Matteo 28,19; Giovanni 1,14.18; 3,16-18), il Logos divino ed eterno (Giovanni 1,1), unendo a se stesso ipostaticamente una carne animata da un’anima razionale si fece uomo (Giovanni 1,14; Galati 4,4; Filippesi 2,7) rimanendo Dio (Giovanni 16,15; 20,28; Colossesi 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1; 1Giovanni 5,20). Perciò in Gesù Cristo sussistono due nature, divina e umana, senza confusione né mutamento né divisione. Entrambe le nature conservano la loro integrità. Perciò a ognuna delle nature si deve attribuire una volontà naturale: alla natura divina la volontà divina (comune a tutte le persone della Trinità) e alla natura umana la volontà umana, indivisibili, immutabili, non confuse. La volontà umana è sottoposta, senza opposizione o riluttanza, a quella divina e onnipotente, secondo le parole dei Padri nel terzo Concilio di Costantinopoli (sesto Concilio ecumenico della Chiesa). Perciò, le parole di Gesù: “Padre, non come voglio io, ma come vuoi tu” (Matteo 26,39), e: “Sia fatta la tua volontà” (Matteo 26,42), vanno riferite alla sua volontà umana, sottoposta senza opposizione o riluttanza alla volontà divina. Parimenti in Ebrei 10,7: Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”, e: “Il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa” (Giovanni 5,19). Anche queste parole vanno riferite alla volontà umana di Gesù, sottoposta alla volontà divina.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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