di Giuseppe Monno
Matteo 26,26-28
Traduzione del Nuovo Mondo
Mentre continuavano a mangiare, Gesù prese un pane e, dopo aver pronunciato una preghiera, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: “Prendete, mangiate. Questo RAPPRESENTA il mio corpo.” E, preso un calice, rese grazie a Dio e lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo RAPPRESENTA il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati.”
Pur di negare la reale presenza di Cristo sotto le apparenze del pane e del vino, gli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo nei versetti 26 e 28 di Matteo 26 hanno tradotto con “rappresenta” il greco ἐστιν (estin) che significa “è”. Ma la traduzione corretta è la seguente:
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo È il mio corpo.” Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo È il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.”
A favore di questa traduzione ci sono molte altre scritture. Ma prima di citarle voglio riportare i nomi di alcune traduzioni internazionali che, diversamente dagli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo, traducono “è” il greco ἐστιν (estin).
Vulgata, Martini, TILC, CEI, Riveduta, Nuova Riveduta, Riveduta 2020, Diodati, Nuova Diodati, Bibbia della Gioia, English Standard Version, Berean Study Bible, Berean Literal Bible, King James Bible, New King James Version, New American Standard Bible, NASB 1995, NASB 1977, Amplified Bible, Christian Standard Bible, Holman Christian Standard Bible, American Standard Version, Aramaic Bible in Plain English, Contemporary English Version, Douay-Rheims Bible, Good News Translation, International Standard Version, Literal Standard Version, New American Bible, NET Bible, New Revised Standard Version, New Heart English Bible, World English Bible, Young’s Literal Translation, Louis Segond Bible, Martin Bible, Darby Bible, LBLA, JBS, NBLA, Lutherbibel 1912, Lutherbibel 1984, Textbibel 1899, Modernisiert Text.
A favore della traduzione “questo è il mio corpo” e “questo è il mio sangue dell’alleanza”, abbiamo le seguenti scritture:
Giovanni 6,48-58
“Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.” Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?” Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno.”
Cristo promette di dare alla Chiesa la sua carne e il suo sangue come alimento per la vita eterna. Questa promessa verrà adempiuta nell’ultima cena, e da allora Cristo ci fa dono di sé ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo da questo calice (1Corinzi 11,26).
1Corinzi 11,23-29
Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me.” Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me.” Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.
L’apostolo ci fa sapere che colui che mangia di questo pane e beve da questo calice negando che si tratta veramente del corpo e del sangue del Signore Gesù Cristo, commette un grave peccato, mangiando e bevendo la propria condanna.
1Corinzi 10,17
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Come possiamo tutti partecipare a quel unico pane se non per il fatto che Cristo è tutto e veramente presente con la sua sostanza sotto ogni pane eucaristico, durante ogni celebrazione? Solo in questo modo, infatti, possiamo partecipare tutti all’unico pane.
Tutte queste scritture sopracitate favoriscono la traduzione “questo è il mio corpo” e “questo è il mio sangue dell’alleanza”. I protestanti non credono nella reale presenza di Cristo sotto le apparenze del pane e del vino, e tuttavia i loro traduttori hanno tradotto correttamente “è” il greco ἐστιν (estin), contrariamente agli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo.