A cura di Giuseppe Monno

Efesini 4,7-8
“A ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: Salito in alto, ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto doni agli uomini.”
Nella sua lettera alla Chiesa di Efeso, l’apostolo Paolo applica a Gesù le parole che Davide, nel Salmo 68, riferisce a Yhwh Dio:
Salmi 68,18
“Sei salito in alto, portando prigionieri, hai ricevuto doni dagli uomini, anche dai ribelli, perché là tu, o Yah, Dio, possa abitare.”
In questo passo, Paolo riconosce in Gesù Cristo il compimento di ciò che Davide aveva profeticamente detto di Yhwh: Gesù è Yhwh, il Dio-con-noi. Egli – afferma l’apostolo – è asceso al cielo per riempire tutte le cose (Efesini 4,10); ha condotto con sé dei prigionieri e ha distribuito doni agli uomini (Efesini 4,8). Tra questi doni vi sono i ministeri spirituali: apostoli, profeti, evangelisti, pastori e maestri, che Cristo stesso ha stabilito per rendere i credenti idonei al servizio e per edificare il Suo corpo, la Chiesa (Efesini 4,11-12).
I “prigionieri” sono i credenti di ogni epoca: coloro che si sono consegnati totalmente a Cristo, diventando suoi per amore. L’apostolo Paolo stesso si definisce un “prigioniero nel Signore” (Efesini 4,1), uno che vive e opera interamente per Lui, come afferma anche ai Colossesi:
Colossesi 3,23-24
“Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete come ricompensa l’eredità. Servite Cristo, il Signore.”