YHVH E ʼĂDŌNĀY

Perché nella maggior parte delle traduzioni bibliche troviamo Signore al posto del tetragramma YHVH?

Il tetragramma YHVH, il sacro nome che Dio ha rivelato al suo popolo, è composto dalle quattro consonanti ה (he) ו (vav) ה (he) י (yod), da leggere da destra verso sinistra (yod he vav he), poiché così va letta la lingua ebraica. Non conosciamo la corretta vocalizzazione.

L’ebraico ʼĂdōnāy che significa “Signore mio”, è composto da אֲ (alef [‘] + chataf-patach [a]) דֹ (dalet [d] + cholam [o]) נָ (nun [n] + kamatz [a]) י (yod [y]). Alef è muta e non va pronunciata né traslitterata. Si può utilizzare un accento per indicare che c’è alef.

L’ebraico אֱלֹהִים (ʼĔlōhīm [Eloim]), che significa “Dio”, è composto da אֱ (alef [a] + chataf-segol [e]) לֹ (lamed [l] + cholam [o]) הִ (he [h] + chirik [i]) י (yod [y]) ם (mem [m]). Alef è muta e non va pronunciata né traslitterata. Si può utilizzare un accento per indicare che c’è alef.

I masoreti hanno aggiunto al tetragramma יהוה (YHVH) gli stessi segni diacritici di אֲדֹנָי (ʼĂdōnāy [Adonai]), e perciò abbiamo יְ (yod [y] + sh’va {ə} [al posto di chataf-patach {a}]) הֹ (he [h] + cholam [o]) וָ (vav [v] + kamatz [a]) ה (he [h]). Il tetragramma con i segni diacritici di ʼĂdōnāy, cioè יְהֹוָה, secondo la regola ebraica va letto ʼĂdōnāy, non YeHoVaH. Talvolta al tetragramma sono stati aggiunti i segni diacritici di אֱלֹהִים (ʼĔlōhīm [Eloim]), e perciò abbiamo יֱ (yod [y] + chataf-segol [e]) הֹ (he [h] + cholam [o]) וִ (vav [v] + chirik [i]) ה (he [h]), cioè יֱהֹוִה che secondo la regola ebraica va letto ʼĔlōhīm non YeHoViH.

Ecco perché la maggior parte dei traduttori quando incontrano il tetragramma lo rendono “Signore” o talvolta “Dio”. Ciò si deve al fatto che gli ebrei erano molto scrupolosi nell’osservare il divieto di pronunciare invano il nome di Dio, rispettando alla lettera il terzo comandamento (per i cattolici è il secondo). Perciò aggiungevano al tetragramma i segni diacritici di ʼĂdōnāy per leggerlo e pronunciarlo in questo modo, oppure con i segni diacritici di ʼĔlōhīm (Genesi 15,2.8; Deuteronomio 3,24; 9,26; Giosuè 7,7; Giudici 6,22; 16,28; 2Samuele 7,18.19.20.28.29; 1Re 2,26; 8,53 ecc) per leggerlo e pronunciarlo in quest’altro modo se accanto al tetragramma c’era già ʼĂdōnāy. Così i masoreti ricopiando la Bibbia aggiunsero al tetragramma i segni vocalici di ʼĂdōnāy e di ʼĔlōhīm, affinché il lettore leggesse il tetragramma in uno di questi due modi. La forma YeHoVaH originariamente risale al 1270 per un errore di lettura del tetragramma sul testo ebraico masoretico da parte di Raimondo Martini, il quale, non essendo un lettore ebreo, ignorava la regola secondo la quale il tetragramma con i segni diacritici di ʼĂdōnāy va letto in questo modo, e lo traslitterò in YeHoVaH. Non tutti gli ebrei condividevano lo stesso scrupolo nel pronunciare il nome di Dio per seguire alla lettera il terzo comandamento, e infatti presso i samaritani il nome di Dio veniva pronunciato Iabe. Perciò la forma più probabile del nome divino è YaHVeH, anche se non è una certezza.

Nei nomi teoforici, quelli contenenti la contrazione del nome divino, abbiamo sia יָהּ (YaH) che יְה (YeH). Ad esempio עֹבַדְיָה (Obhadyah) che si traduce Abdia, contiene la contrazione יָהּ (YaH) e significa “servo di YaH”. Oppure יְהוֹשֻׁעַ (Yehoshua) ha יְה (YeH). In הַלְּלוּיָהּ (halleluyah) abbiamo la contrazione יָהּ (YaH). Infatti halleluyah significa lodate YaH. I testimoni di Geova affermano che halleluyah significa lodate Geova, e che YaH e YeH sono la stessa cosa. Tuttavia in halleluyah non troviamo mai YeH come contrazione del nome divino, ma sempre YaH. Non sono la medesima cosa come i testimoni di Geova vorrebbero far credere. E infatti come segno diacritico YaH ha kamats (a), mentre YeH ha sh’wa (e). La diversità tra YaH e YeH è palese. Nella Bibbia troviamo spesso YaH come contrazione del nome divino: “Il suo nome è YaH” (Salmi 68,4), oppure: “YaH Dio” (Salmi 68,18), oppure: “Lodate YaH” (Salmi 105,45). Peraltro, come si è già detto, Geova non è altro che un errore risalente al 1270.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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