SAN RAFFAELE ARCANGELO

A cura di Giuseppe Monno

Nome e significato

Il nome Raffaele proviene dall’ebraico Repha’el, che significa «Dio ha guarito» o «Medicina di Dio». Il nome stesso riflette il ruolo salvifico e terapeutico di questo Arcangelo, che è uno dei sette spiriti che stanno al cospetto di Dio (cf. Tobia 12,15; Apocalisse 8,2).

Fonti bibliche

San Raffaele Arcangelo è menzionato esclusivamente nel Libro di Tobia, testo deuterocanonico dell’Antico Testamento. I riferimenti principali sono:

Tobia 3,17: Dio invia Raffaele per due missioni: guarire la cecità del vecchio Tobi e liberare Sara dal demonio Asmodeo.

Tobia 5,4-22: Raffaele si presenta sotto le sembianze umane con il nome di Azaria, figlio di Anania.

Tobia 6-9: Accompagna Tobia nel suo viaggio, lo aiuta a pescare un pesce miracoloso, e gli insegna come usare cuore, fegato e fiele dell’animale per scacciare il demonio e guarire la cecità del padre.

Tobia 12,15: Si rivela come uno dei sette angeli che stanno sempre davanti al trono di Dio.

Teologia e Angelologica

San Raffaele è, assieme a Michele e Gabriele, uno dei tre Arcangeli menzionati per nome nella Sacra Scrittura. Il termine Arcangelo non è usato esplicitamente per lui nel Libro di Tobia, ma la tradizione patristica e liturgica della Chiesa lo considera tale in quanto messaggero e guida divina con un compito di eccezionale rilievo.

Secondo la tradizione giudaico-cristiana, i sette spiriti davanti a Dio (cf. Apocalisse 8,2) sono i sette Arcangeli: Michele, Gabriele, Raffaele e altri quattro i cui nomi derivano da fonti apocrife (Uriele, Sealtiele, Geudiele, Barachiele) e non sono oggetto di culto liturgico nella Chiesa cattolica.

San Raffaele Arcangelo è associato in particolare al carisma della guarigione, della protezione nei viaggi, della consolazione, ed è considerato patrono dei medici, dei farmacisti, dei pellegrini e dei ciechi.

Culto liturgico

Nella Chiesa cattolica latina, San Raffaele Arcangelo è celebrato il 29 settembre, assieme a Michele e Gabriele, in una festa unificata dei tre Arcangeli, istituita da Papa Paolo VI con la riforma liturgica del 1969.

In precedenza, la sua memoria era fissata al 24 ottobre.

Nella Chiesa ortodossa, la festa degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele (e di tutte le schiere angeliche) si celebra l’8 novembre.

Iconografia

Nell’arte cristiana, San Raffaele Arcangelo è raffigurato come un giovane androgino, bello e luminoso, con ali d’aquila e spesso in abiti da viandante. I suoi attributi iconografici principali sono:

Il giovane Tobia, che accompagna tenendolo per mano.

Un pesce: simbolo della guarigione e della lotta contro il demonio, che allude al racconto di Tobia 6.

Un cane: che segue Tobia e Raffaele nel viaggio (Tobia 6,2).

Un bastone o bordone da pellegrino, simbolo della protezione nei viaggi.

Talvolta è rappresentato insieme agli altri due Arcangeli, Michele e Gabriele, formando una triade celeste.

Tra le raffigurazioni più celebri:

«Il viaggio di Tobia» di Andrea del Verrocchio e del giovane Leonardo.

«Tobia e l’Angelo» di Pietro Perugino.

Le opere di Guercino, Rembrandt, e Tiepolo.

Apparizioni riconosciute

Non esistono apparizioni di San Raffaele Arcangelo ufficialmente riconosciute dalla Chiesa cattolica come degne di fede pubblica. Tuttavia, esistono alcune rivelazioni private e visioni mistiche che menzionano la presenza di Raffaele, tra cui:

Santa Francesca Romana (1384–1440) affermava di vedere il suo Angelo Custode accanto a lei in visione continua, e in alcune testimonianze appare anche Raffaele come guida spirituale.

Santa Veronica Giuliani (1660–1727) e Santa Faustina Kowalska (1905–1938) riportano visioni angeliche che includono Raffaele, senza che ciò abbia però condotto a un culto ufficiale separato.

Patronati

San Raffaele Arcangelo è considerato il patrono dei medici, degli ospedali, dei pellegrini, dei viaggiatori, dei fidanzati, dei ciechi e dei guaritori. È spesso invocato in preghiere per la protezione spirituale, la guarigione fisica e la guida nei momenti difficili.

Preghiera a San Raffaele Arcangelo

Glorioso Arcangelo San Raffaele,
tu che sei chiamato “Medicina di Dio”,
deponi nelle nostre anime la luce celeste
e ottienici la grazia della guarigione del corpo e dello spirito.

Guida i nostri passi nel cammino della vita,
come conducesti il giovane Tobia verso la giusta via.

Difendici da ogni pericolo,
liberaci dalle insidie del nemico,
donaci la serenità nelle prove e la gioia della fede.

Tu che stai sempre davanti al trono dell’Altissimo,
intercedi per noi,
affinché possiamo essere fedeli nel nostro pellegrinaggio terreno
e giungere un giorno alla gioia eterna del cielo.

Amen.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

Seguimi anche sul Blog “Commento al Vangelo del giorno”

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora