GLI ANGELI

A cura di Giuseppe Monno

Gli Angeli sono puri spiriti creati da Dio, dotati di intelligenza e volontà. Il termine Angelo significa «messaggero» e descrive la loro funzione, non la loro natura. Per natura, infatti, sono esseri spirituali (cf. Ebrei 1,14). Il nome attribuito a un Angelo spesso indica la sua missione specifica. Ad esempio, l’Angelo inviato da Dio per guarire la cecità del vecchio Tobi e liberare la giovane Sara dal demonio (Tobia 3,17; 11,1-14; 3,8; 8,1-3) si chiama Raffaele, che significa «Dio ha guarito».

Nelle Scritture canoniche sono menzionati per nome solo tre Angeli: Michele, Gabriele e Raffaele. Nei racconti della creazione (Genesi 1-2) gli Angeli non sono esplicitamente nominati, ma il libro di Giobbe suggerisce che la loro creazione abbia preceduto quella dell’uomo (Giobbe 38,4-7). Sant’Agostino, in De Civitate Dei, ipotizza che gli Angeli siano stati creati insieme alla luce nel primo giorno (Genesi 1,3-5).

Dio ha creato l’ordine anche tra gli Angeli, istituendo una gerarchia. Secondo la tradizione cristiana, specialmente quella sistematizzata da Dionigi (V-VI secolo), vi sono tre gerarchie angeliche, ciascuna composta da tre ordini:

Prima gerarchia: Serafini, Cherubini, Troni

Seconda gerarchia: Dominazioni, Virtù, Potestà

Terza gerarchia: Principati, Arcangeli, Angeli

Il termine Angelo si applica propriamente all’ordine inferiore della terza gerarchia, ma per estensione può indicare qualsiasi spirito celeste, poiché tutti possono essere inviati da Dio come messaggeri (De Coelesti Hierarchia, V, 1).

Gli Angeli non sono corpi e non sono naturalmente uniti a dei corpi. Essendo puri spiriti, sono incorporei e invisibili. Tuttavia, come osserva San Giovanni Damasceno (De fide orthodoxa, II, 3), in relazione a Dio anche gli Angeli risultano dotati di una sorta di «materialità sottile» e quindi non possono essere detti incorporei in senso assoluto.

Per manifestarsi agli uomini, gli Angeli possono assumere corpi sensibili che rappresentano visibilmente le loro qualità spirituali. San Tommaso d’Aquino (XIII secolo) spiega che essi formano questi corpi condensando l’aria, in modo da dare loro figura e colore, come avviene con le nubi (Summa Theologiae, I, q. 51, a. 2, ad 3).

Tali corpi non sono veri organismi viventi: gli Angeli possono compiere solo azioni che non richiedono vera vita biologica, come il movimento o la produzione di suoni. Non possono invece mangiare, procreare o svolgere funzioni tipiche degli esseri viventi. Pertanto, l’interpretazione secondo cui i «figli di Dio» che presero per mogli le figlie degli uomini (Genesi 6,2-4) sarebbero Angeli decaduti, è teologicamente errata. Gesù stesso insegna che gli Angeli «non prendono né moglie né marito» (Matteo 22,30).

Quando gli Angeli parlano agli uomini, non usano la voce in senso proprio, ma producono suoni nell’aria, simili a quelli umani, come mezzo per farsi comprendere.

In alcuni episodi biblici si parla di Angeli che mangiano (Genesi 18,8), ma si tratta di una manifestazione esterna, non di una reale funzione biologica (Tobia 12,19).

Nelle visioni corporee, gli Angeli appaiono spesso come giovani splendenti, dai capelli candidi e vestiti di bianco. Questi elementi simboleggiano la loro santità e purezza. In alcune visioni profetiche, sono descritti con ali, simbolo della loro origine celeste. Nulla è superfluo nella rappresentazione angelica: secondo San Tommaso, le caratteristiche visibili indicano proprietà spirituali (Summa Theologiae, I, q. 51, a. 2, ad 4). Così, l’occhio rappresenta la virtù conoscitiva degli Angeli, mentre le ali esprimono la rapidità nell’ubbidienza ai comandi divini.

Il movimento degli Angeli può essere sia istantaneo sia progressivo. A differenza degli uomini, gli Angeli non hanno bisogno di tempo per decidere o deliberare. Essi operano mediante intuizione intellettuale istantanea. Così, il peccato di Lucifero (poi chiamato Satana, cioè «Avversario») si consumò in un unico atto di volontà, al quale aderì istantaneamente un terzo degli Angeli (Apocalisse 12,4).

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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