SAN MICHELE ARCANGELO

A cura di Giuseppe Monno

San Michele Arcangelo è uno dei personaggi più venerati della tradizione cristiana. Il suo nome deriva dall’ebraico Mikha’el, e significa «Chi è come Dio?», una domanda retorica che esprime l’unicità e l’incomparabilità dell’Onnipotente. Questo nome riflette il suo ruolo come difensore della sovranità divina contro le forze del male.

La sua natura e il suo titolo

Per natura, Michele è uno spirito puro creato da Dio. Il titolo di «Arcangelo» (dal greco «Archángelos», «Capo degli Angeli») si riferisce al suo ufficio e alla sua funzione gerarchica. Nella Bibbia è l’unico esplicitamente chiamato arcangelo (Giuda 9), anche se la tradizione cattolica riconosce tre Arcangeli (Michele, Gabriele, Raffaele), mentre quella ortodossa ne riconosce addirittura sette (Michele, Gabriele, Raffaele, Uriele, Geudiele, Sealtiele, Barachiele).

San Michele Arcangelo nella Bibbia

San Michele Arcangelo compare in diversi passi della Scrittura:

Apocalisse 12,7-9: È descritto come il comandante delle milizie celesti che combatte e sconfigge il drago, identificato come il diavolo/Satana. Questo passo lo rappresenta come il difensore per eccellenza contro il male.

Giuda 9: L’arcangelo Michele è descritto mentre contende con il diavolo per il corpo di Mosè, senza pronunciare un giudizio blasfemo, ma affidando il giudizio al Signore. Questo passo è enigmatico e richiama un testo ebraico apocrifo, «L’assunzione di Mosè».

Daniele 10,13.21 e 12,1: Michele è chiamato «uno dei primi prìncipi» e «il gran principe» che protegge il popolo di Dio. In particolare, Daniele 12,1 lo presenta come il protettore d’Israele negli ultimi tempi, quando sorgerà in difesa del popolo santo durante una grande tribolazione.

1 Tessalonicesi 4,16-17: L’apostolo Paolo menziona «la voce dell’Arcangelo» al ritorno glorioso di Cristo, che sarà accompagnato da un comando celeste e dalla tromba di Dio.

Luca 10,18: Pur non nominando esplicitamente Michele, il riferimento alla caduta di Satana dal cielo è legato dalla tradizione al suo intervento (Apocalisse 12,7-9).

Il culto e la venerazione

San Michele Arcangelo è venerato da tutte le Chiese cristiane che ammettono il Culto dei Santi: cattolica, ortodossa e in parte anche anglicana.

Nella Chiesa cattolica, la sua memoria liturgica si celebra il 29 settembre, insieme agli Arcangeli Gabriele e Raffaele.

Nella tradizione bizantina, la festa principale è l’8 novembre, dedicata a Michele e agli altri spiriti celesti (la Sinassi dei Santi Arcangeli).

È anche patrono della Chiesa universale, della polizia, dei militari, dei paracadutisti, e della buona morte.

Le quattro apparizioni extrabibliche riconosciute

San Michele Arcangelo è al centro di numerose apparizioni tradizionalmente riconosciute, tra cui quattro maggiori:

1. Monte Gargano (Italia, V secolo)

La più celebre apparizione avvenne nel 490 circa, vicino Manfredonia in Puglia. Secondo la tradizione, Michele apparve più volte in una grotta, chiedendo che fosse dedicata al culto cristiano. Da questa apparizione nacque il famoso Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Sant’Angelo, meta di pellegrinaggi anche di Papi e Imperatori. È una delle poche Chiese mai consacrate da mano umana: si dice che sia stata consacrata da San Michele stesso.

2. Colle di Castel Sant’Angelo (Roma, VI secolo)

Durante una pestilenza nel 590, san Gregorio Magno, in processione penitenziale, vide l’Arcangelo Michele sul Castello Adriano (oggi Castel Sant’Angelo) che rinfoderava la spada, segno della cessazione del flagello. Da allora il mausoleo romano prese il nome di Castel Sant’Angelo.

3. Mont-Saint-Michel (Francia, VIII secolo)

L’apparizione al vescovo Auberto di Avranches, nel 708, chiese l’edificazione di un santuario su un isolotto roccioso della Normandia. Così nacque il famoso Mont-Saint-Michel, che divenne uno dei principali centri spirituali e culturali del Medioevo europeo.

4. Monte Tomba (Spagna, X secolo)

Nella tradizione iberica, San Michele Arcangelo sarebbe apparso a San Lorenzo di Toledo, chiedendo la costruzione di un santuario sul Monte Tomba. Sebbene meno documentata delle altre, questa apparizione si inserisce nella serie di culti micaelici medievali.

Iconografia e simbolismo

Nell’arte cristiana, San Michele Arcangelo è rappresentato secondo un’iconografia codificata:

Giovane, con ali d’aquila, a indicare la sua natura celeste;

Corazza ed elmo, segni della sua funzione militare e protettiva;

Spada fiammeggiante, lancia o croce, simbolo della Parola di Dio e della giustizia (Efesini 6,17; Ebrei 4,12);

Bilancia, simbolo del giudizio delle anime, spesso usata nel contesto del Giudizio Universale;

Spesso raffigurato mentre schiaccia Satana, rappresentato come un drago (Apocalisse 12,9), seguendo l’iconografia apocalittica.

In molte rappresentazioni, Michele è affiancato da Gabriele (messaggero) e Raffaele (guaritore), formando la triade degli Arcangeli noti per nome.

Preghiera a San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta; sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.
Supplichevoli, preghiamo che Dio lo domini,
e tu, Principe della Milizia Celeste,
con il potere che ti viene da Dio,
incatena nell’inferno Satana e gli spiriti maligni
che si aggirano per il mondo
per perdere le anime.

Amen.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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