DOMANDE E RISPOSTE SU LUCA 2,52: LA CONOSCENZA UMANA DI GESÙ CRISTO

Luca 2,52
E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Se Gesù è uno della Trinità, perché aveva bisogno di crescere in sapienza e grazia?

Quando venne la pienezza del tempo, la Seconda Persona divina della Trinità unì a se stesso ipostaticamente una carne animata da un anima razionale, e così divenne uomo (Giovanni 1,14; Galati 4,4) rimanendo Dio (Giovanni 20,28; Atti 20,28; Colossesi 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1). Perciò in Gesù Cristo sussistono due nature, divina e umana, senza confusione né mutamento né divisione né separazione. In Cristo, l’anima divenuta propria della Seconda Persona divina della Trinità, possedeva un’autentica conoscenza umana. In tale conoscenza si deve distinguere tra quella acquisita, quella infusa, e quella beata. La prima è quella secondo la quale Gesù doveva informarsi per apprendere (Matteo 15,34; Marco 8,27; Giovanni 11,34). Per se stessa questa conoscenza è limitata. E proprio questa conoscenza si deve riferire alle parole di Luca 2,52. La seconda è quella che solo Dio può infondere nell’intelletto dell’uomo. Così Gesù, pieno dello Spirito di Dio con i suoi doni (Isaia 11,1-3), anche nella sua umanità conosce tutti i pensieri più segreti di ogni cuore (Marco 2,8; Giovanni 2,25; 6,61). La terza è quella secondo cui la conoscenza umana è unita alla conoscenza divina della Seconda Persona della Trinità, per cui Gesù anche come uomo conosce tutte le cose (Giovanni 21,17). Poiché quella di Gesù è un anima umana, è stata perfezionata proprio come le anime degli altri uomini, mediante la grazia abituale, che eleva l’anima e la rende capacere di vivere in comunione con Dio. In questo senso Gesù cresceva in grazia. Come persona divina, invece, Gesù non aveva certamente bisogno di crescere in grazia e conoscenza.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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