Giovanni 8,58
Eipen autois Iēsous: “Amēn amēn lēgo hymin, prin Abraam genesthai egō eimì.”
Traduzione del Nuovo Mondo
Gesù disse loro: “Verissimamente vi dico: Prima che Abraamo venisse all’esistenza, io ero.”
Gli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo traducono erroneamente il greco “egō eimì” con l’imperfetto “io ero”. Ma “egō eimì” significa “io sono”, non “io ero”. Per “io ero” il greco ha “egō ên”. In tutti gli altri versetti in cui il testo greco di Giovanni riporta “egō eimì”, gli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo traducono correttamente con “io sono” (Giovanni 6,48; 6,51; 8,12; 10,7.9; 14,6). Gli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo traducono erroneamente Giovanni 8,58 per nascondere il fatto che Gesù afferma di essere l’ “IO-SONO”. Con quelle sue parole, infatti, Gesù richiama le parole che il Signore disse a Mosè: אֶֽהְיֶ֖ה אֲשֶׁ֣ר אֶֽהְיֶ֑ה (traslitterato in: ehyeh ʾašer ʾehyeh) che significa: “Io sono colui che sono”. Poi Dio aggiunse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono (in ebraico: אֶֽהְיֶ֑ה, cioè: ehyeh) mi ha mandato a voi.” (Esodo 3,14) Il greco “egō eimì” è la traduzione dell’ebraico “ehyeh”. I giudei avevano inteso molto bene ciò che Gesù volle intendere, e perciò volevano lapidarlo (Giovanni 8,59). La legge ebraica non contemplava la condanna a morte per lapidazione di chi affermava essere esistito in passato, come nel caso di Gesù secondo la Traduzione del Nuovo Mondo. La condanna a morte per lapidazione veniva eseguita sugli adulteri (Levitico 20,10), sui bestemmiatori (Levitico 24,10-23), gli indovini (Levitico 20,27), i falsi profeti che incitano all’apostasia e idolatria (Deuteronomio 13,5-10), e i figli ribelli (Deuteronomio 21,18-21). In quell’occasione i giudei volevano lapidare Gesù per bestemmia, perché avevano ben inteso che con quel “Io Sono” Gesù afferma di essere YaHVeH. Infatti in un’altra occasione i giudei gli dissero: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio.” (Giovanni 10,33) In quell’occasione Gesù disse: “Io e il Padre siamo Uno.” (Giovanni 10,30)
Riporto i nomi di alcune traduzioni internazionali, differenti da quella della Traduzione del Nuovo Mondo, e nelle quali il greco “egō eimì” in Giovanni 8,58 è correttamente tradotto con “io sono”
Vulgata, Martini, Interconfessionale, CEI, Riveduta, Nuova Riveduta, Diodati, Nuova Diodati, Bibbia della Gioia, English Standard Version, Berean Study Bible, Berean Literal Bible, King James Bible, New King James Version, New American Standard Bible, NASB 1995, NASB 1977, Amplified Bible, Christian Standard Bible, Holman Christian Standard Bible, American Standard Version, Douay-Rheims Bible, International Standard Version, Literal Standard Version, New American Bible, NET Bible, New Revised Standard Version, New Heart English Bible, World English Bible, Young’s Literal Translation, Louis Segond Bible, Martin Bible, Darby Bible, LBLA, JBS, NBLA, Lutherbibel 1912, Lutherbibel 1984, Textbibel 1899, Modernisiert Text.
Concludo con queste forti parole di Gesù: “Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati.” (Giovanni 8,24)
Nella foto n. 1: il testo greco di Giovanni 8,58: ἐγὼ εἰμί (egō eimì)
Nella foto n. 2: il testo ebraico masoretico di Esodo 3,14: אֶֽהְיֶ֖ה אֲשֶׁ֣ר אֶֽהְיֶ֑ה (ehyeh ʾašer ʾehyeh) e: אֶֽהְיֶ֑ה (ehyeh) / L’ebraico si legge da destra verso sinistra

