LA PREGHIERA RIVOLTA DIRETTAMENTE A GESÙ

di Giuseppe Monno

Nel Vangelo Gesù c’insegna a pregare il Padre, e a pregarlo per mezzo del Figlio: “In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giovanni 16,23) “Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal male.” (Matteo 6,9-13)

Ciò significa che non possiamo rivolgere la nostra preghiera direttamente a Gesù, anziché interpellare il Padre?

Gesù si può pregare direttamente. In primo luogo perché il medesimo è Dio (Giovanni 20,28; Atti 20,28; Colossesi 1,16-17; 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1) e perciò va pregato come tale. Infatti quando preghiamo Dio stiamo pregando anche Gesù, che è una cosa sola col Padre e con lo Spirito Santo (Giovanni 10,30; Matteo 10,20; Galati 4,6). In secondo luogo perché la Bibbia stessa insegna che si può pregare direttamente Gesù. Vediamo qualche esempio nella Bibbia:

Matteo 7,21
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

La Scrittura sopracitata è un riferimento alla preghiera rivolta al Signore Gesù Cristo. Egli ci dice che pregarlo senza però fare la volontà di Dio non ci assicura il regno dei cieli.

Atti 7,59-60
E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”. Poi piegò le ginocchia e gridò forte: “Signore, non imputar loro questo peccato.” Detto questo, morì.

Il diacono Stefano pregava il Signore Gesù di accoglierlo in paradiso e di avere misericordia degli assassini di lui. Il testo non presenta alcun dubbio: Gesù Cristo può essere pregato.

Romani 10,13
Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

Il Signore di cui parla Paolo è Cristo. L’apostolo, citando Giole 3,32 ci dice che Cristo può essere invocato, quindi pregato. Questo lo vediamo anche nella precedente Scrittura in cui Stefano invoca Gesù, pregandolo di accogliere il suo spirito e di perdonare i suoi assassini.

2Corinzi 12,8-10
Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.” Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte.

Che Paolo stia parlando del Signore Gesù è palese. Paolo riporta le parole del Signore: “La mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.” E subito dopo dice: “La potenza di Cristo riposi su di me.” È chiaro che il Signore pregato da Paolo è Gesù Cristo, non Dio Padre. Ripeto: Il Signore dice: “La mia potenza”. Paolo dice: “La potenza di Cristo”. Non c’è alcun dubbio sull’identità del Signore pregato da Paolo.

Possiamo pregare direttamente Gesù, senza per forza interpellare il Padre nelle nostre preghiere. Certi che anche il Padre ascolterà le nostre preghiere assieme a suo Figlio, e per amore di suo Figlio.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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