A cura di Giuseppe Monno

L’origine del peccato e la necessità della purificazione
Quando la prima coppia di esseri umani peccò, la natura umana divenne ferita e incline al male. A causa della disobbedienza dei nostri progenitori, tutti gli uomini nascono privi della grazia originale e soggetti alla morte. Questo stato, chiamato peccato originale, si trasmette a tutta l’umanità.
Il Concilio di Trento afferma:
“Il peccato originale viene trasmesso a tutti gli uomini non per imitazione, ma per propagazione, ed è tolto dal battesimo” (DS 1513).
Cristo, nuovo Adamo, venne per liberare l’umanità dalla schiavitù del peccato e della morte. Egli istituì il sacramento del Battesimo, che applica ai singoli uomini i frutti della Redenzione. Mentre l’acqua, segno visibile, lava il corpo, la grazia invisibile dello Spirito Santo purifica l’anima.
L’ingresso del peccato nel mondo
Dio aveva dato all’uomo un semplice comandamento, segno della sua sovranità e del libero amore dell’uomo verso il Creatore:
Genesi 2,16-17
Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti.”
Ma i nostri progenitori disobbedirono, sedotti dal serpente:
Genesi 3,6
“Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò.”
Da allora “il peccato entrò nel mondo e, con il peccato, la morte” (cfr. Romani 5,12). Tutta la discendenza di Adamo partecipa di questa condizione:
Salmo 51,7 (50,7)
“Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre.”
San Paolo spiega con chiarezza la contrapposizione tra Adamo e Cristo:
Romani 5,15-19
“Come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.”
Le prefigurazioni veterotestamentarie del lavacro purificatore
L’Antico Testamento già preannuncia, in modo simbolico, la purificazione dei peccati attraverso l’acqua. Queste figure trovano il loro pieno compimento nel battesimo cristiano.
Il diluvio universale, che distrugge il male e salva Noè e la sua famiglia nell’arca, è figura della salvezza battesimale (1Pietro 3,20-21).
Il passaggio del Mar Rosso prefigura la liberazione dal peccato e dalla schiavitù: Israele passa salvo tra le acque, mentre l’esercito del faraone (simbolo del male) è distrutto (Esodo 14,21-31).
La purificazione di Naamàn il Siro nel Giordano è segno della guarigione spirituale che l’acqua battesimale dona:
2Re 5,10
Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: “Va’, bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito.”
Le purificazioni rituali della Legge mosaica (cfr. Numeri 31,24) e le invocazioni dei Salmi (“Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato” – Salmo 51,4) esprimono il desiderio di una purificazione interiore che solo Dio può compiere.
Il profeta Ezechiele annuncia la promessa di Dio di purificare e rinnovare il cuore del suo popolo:
Ezechiele 36,25-26
“Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo.”
Il compimento in Cristo: nascere dall’acqua e dallo Spirito
Con la venuta di Gesù Cristo si realizza pienamente ciò che era stato prefigurato. Gesù, battezzato da Giovanni nel Giordano, santifica le acque e istituisce il Battesimo come via d’ingresso alla vita nuova in Dio.
Giovanni 3,5
Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.”
Il Battesimo è dunque una nuova nascita, non soltanto simbolica ma reale, operata dallo Spirito Santo. È lavacro di rigenerazione e rinnovamento interiore:
Tito 3,5
“Egli ci ha salvati non per opere di giustizia da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo.”
Gli Apostoli, in obbedienza al comando di Cristo (“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” – Matteo 28,19), annunciano la remissione dei peccati attraverso il Battesimo:
Atti 2,38
Pietro disse: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.”
Atti 22,16
“Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.”
Il significato teologico del Battesimo
Il Battesimo non è solo segno di appartenenza alla Chiesa, ma è sacramento di salvezza. Esso rimette tutti i peccati, originali e personali; comunica la grazia santificante, che fa dell’uomo un figlio di Dio e membro del Corpo di Cristo (1Corinzi 12,13); conferisce il carattere indelebile, segno spirituale che configura il battezzato a Cristo; apre l’accesso agli altri sacramenti, in particolare all’Eucaristia e alla Confermazione.
San Pietro lo afferma con forza:
1Pietro 3,21
“Figura, questa, del battesimo, che ora salva voi; esso non è rimozione di sporcizia del corpo, ma invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo.”
Conclusione: la grazia che purifica e rinnova
Il Battesimo è dunque il sacramento della rinascita spirituale. In esso si attua la promessa divina di un cuore nuovo e di uno spirito rinnovato. Il peccatore è purificato, il vecchio uomo muore, e l’uomo nuovo, rigenerato dallo Spirito, vive in comunione con Dio.
Come scrive San Paolo:
Galati 3,27
“Tutti voi, che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.”
E ancora:
2Corinzi 5,17
“Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco, ne sono nate di nuove.”
Il Battesimo è dunque il primo passo della vita cristiana, la porta della fede e della salvezza. In esso si manifesta la misericordia del Padre, l’opera redentrice del Figlio e la potenza vivificante dello Spirito Santo.