GEOVA NON È IL NOME DI DIO

Geova non è il vero nome di Dio, ma è la versione italianizzata del YeHoVaH coniato dai masoreti nel V-VI secolo d.C, a causa del divieto nell’ebraismo di pronunciare il nome di Dio (Esodo 20,7; Deuteronomio 5,11). Per evitare di pronunciare il nome di Dio, gli ebrei leggevano HaAshem (che significa « Il Nome ») oppure Adonày (che significa « Signore ») il tetragramma YHVH. Così i masoreti – che ricopiando la Bibbia ebraica hanno aggiunto segni e vocali – anziché aggiungere al tetragramma le giuste vocali conosciute dal lettore ebreo, aggiunsero le vocali di Adonày. Per una regola grammaticale della lingua ebraica, la « a » di Adonày inserita davanti alla « Y » (yod), nel tetragramma, va letta « e », e perciò si ha YeHoVaH anziché YaHoVaH. Il lettore ebreo, incontrando il tetragramma con le vocali di Adonày al posto di quelle giuste, sapeva di dover leggere Adonày. Nel 1270 il cattolico spagnolo Raimondo Martini commise l’errore di dar per buono il YeHoVaH coniato dai masoreti (ved « Pugio Fidei »). Purtroppo Martini, non essendo un lettore ebreo, ignorava che trovandosi difronte YeHoVaH, doveva leggerlo Adonày. L’errore di Martini influenzò alcune comunità cattoliche che impressero YeHoVaH o Iehova in alcune Chiese. Tuttavia la Chiesa cattolica non adottò mai la forma YeHoVaH nel culto e nei catechismi ufficiali. In seguito, scoperto l’errore, la forma YeHoVaH fu abbandonata. Nel 1530 il luterano William Tyndale pubblicò la sua traduzione inglese dei primi cinque libri della Bibbia, nella quale inserì la forma Jehovah. Sulla scia di Tyndale anche altri, tra cui gli autori della Traduzione del Nuovo Mondo, i quali hanno aggiunto la forma italianizzata Geova quasi settemila volte nell’Antico Testamento, e più di duecento volte nel Nuovo Testamento. Moltissimi testimoni di Geova ignorano questa storia, e affermano erroneamente che Geova sia la traduzione italiana di YaHVeH. Gesù ,che conosceva molto bene il nome di Dio, ci ha insegnato che dobbiamo chiamare Dio « Padre » (Matteo 6,9). Oggi molti studiosi ritengono essere YaHVeH la versione più corretta. Tuttavia traduzioni come la Nuova Diodati o la Nuova Riveduta, preferiscono rendere YHVH con « Eterno » o con « SIGNORE ». Nel Nuovo Testamento manca il tetragramma, ma vi è Kyrios che significa Signore, attribuito quasi sempre a Gesù. Nella versione greca dell’Antico Testamento scritto dai Settanta, Kyrios traduce l’ebraico Adonày utilizzato al posto del sacro nome. Gli scrittori del I secolo leggevano la versione greca dell’Antico Testamento, e perciò conoscevano bene il significato del Kyrios che loro attribuivano tanto a Dio quanto a Gesù. Negli opuscoli della Torre di Guardia c’è scritto che non si conosce l’originale pronuncia del tetragramma, e che Geova è utilizzato dalla loro congregazione solo per tradizione (ved « Ragioniamo » pagine 158-159, oppure « Il Nome Divino » pagina 6 e pagina 23), e tuttavia i testimoni di Geova continuano a sostenere che Geova è il nome divino. Insistono inoltre sulle parole di Gesù riguardo il santificare il nome di Dio (Luca 11,2). Ma il nome è qui segno della presenza e della potenza, e si confonde con Dio stesso. Per esempio, un proverbio dice che il nome di Dio è una torre fortificata (Proverbi 18,10), mentre un salmo dice che Dio stesso è la torre fortificata (Salmi 61,3). Il nome più importante per i cristiani è quello di Gesù, che è « il nome al di sopra di ogni nome » (Filippesi 2,9), e « nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra » (Filippesi 2,10).

Pubblicato da Giuseppe Monno

Nella Trinità il Padre è l'amante, il Figlio è l'amato, lo Spirito Santo è l'amore.

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