LA SACRA SCRITTURA INSEGNA L’ESISTENZA E LA SOPRAVVIVENZA DELL’ANIMA OLTRE LA MORTE DEL CORPO

Matteo 10,28
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.

Gesù fa una chiarissima distinzione tra anima e corpo, e utilizza la Geenna come figura simbolica della condizione dei dannati a motivo del fuoco che continuamente consumava i rifiuti (Matteo 18,8; Giuda 7; Apocalisse 21,8).

1Pietro 3,18-20
Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. E in spirito andò a predicare anche agli spiriti che attendevano in prigione; essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua.

Cristo predicò agli spiriti di quegli uomini che furono castigati al tempo di Noè. Pietro fa un chiaro riferimento alla vita oltre la morte del corpo. Quindi c’è un corpo mortale e un anima immortale. Insieme costituiscono la persona.

2Corinzi 5,6-10
Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. Perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male.

Paolo fa un chiaro riferimento alla vita oltre la morte del corpo. Egli preferisce lasciare il suo corpo mortale per stare con Cristo. Riferimento all’anima immortale che sopravvive oltre la morte del corpo mortale.

Filippesi 1,23-24
Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne.

Paolo era combattuto tra il desiderio di essere sciolto dal corpo per stare con Cristo, e il dovere di rimanere nel corpo per predicare il vangelo, il che era più conveniente per quelli al quale il vangelo era da lui predicato. Questa scrittura è un chiaro riferimento alla vita dopo la morte del corpo. Paolo fa infatti riferimento alla sua anima immortale, sciolta dalla sua carne mortale. Contrariamente, Paolo avrebbe detto qualcosa di insensato.

Apocalisse 6,9-10
Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa. E gridarono a gran voce: « Fino a quando, Sovrano, tu che sei santo e verace, non farai giustizia e non vendicherai il nostro sangue sopra gli abitanti della terra? ».

Giovanni di Patmos fa un chiaro riferimento alla vita oltre la morte del corpo, quindi all’immortalità dell’anima dell’uomo. Nel suo scritto vediamo infatti le anime di quanti hanno subìto il martirio, chiedere a Dio di far giustizia del loro sangue sopra gli abitanti della terra.

Pubblicato da Giuseppe Monno

Nella Trinità il Padre è l'amante, il Figlio è l'amato, lo Spirito Santo è l'amore.

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