LA VERGINITÀ DI MARIA DURANTE IL PARTO

Maria come ha concepito da vergine, ha partorito anche da vergine. Infatti, entrando nel mondo, il Redentore non avrebbe mai permesso che sua madre perdesse la verginità che un miracolo del Signore le aveva conservato, e diventasse anche impura per un tempo (tale impurità però non macchiava l’anima, non essendo un peccato, ma aveva solo carattere rituale). Infatti, per la legge ebraica, la donna che partoriva un maschio rimaneva impura per sette giorni a causa del sangue (Levitico 12,2). Quattordici giorni se invece partoriva una femmina (Levitico 12,5). Inoltre doveva aspettare altri trentatré giorni per la purificazione (sessanta giorni se anziché aver partorito un maschio, avesse partorito una femmina). Ora, il solo pensare che a causa del nostro grande Dio e Salvatore Gesu Cristo, Maria perdesse la verginità conservata durante il concepimento, e diventasse impura per un tempo, è per un cattolico qualcosa di inconcepibile. Secondo i Padri, il Signore Gesù è entrato nel mondo attraverso il grembo di Maria come una stella col suo raggio passa attraverso il vetro. Non lo rompe, ma lo illumina. Così il Signore Gesù, nascendo da Maria, non ha danneggiato la sua verginità, ma ha avvolto sua madre nella luce della gioia. Già Isaia, profetizzando di Maria, dice che ella come avrebbe concepito da vergine, avrebbe anche partorito da vergine (Isaia 7,14). Perciò il parto di Maria fu pure indolore. Il parto indolore non è una verità di fede, ma piuttosto una conseguenza logica della verginità durante il parto. I protestanti dicono:

Se Maria non perse la verginità durante il parto, e quindi non fu impura per quaranta giorni, perché offrì un sacrificio di purificazione, secondo la legge ebraica? Luca 2,22-24

A costoro si deve dire che anche Gesù, il Figlio di Dio, pur non avendo bisogno della circoncisione, come uomo volle riceverla. Così Maria, pur non avendo bisogno della purificazione dopo il parto, volle ugualmente attenersi a questo precetto. Nei suoi scritti Tommaso D’Aquino afferma: « Era giusto che la madre si conformasse all’umiltà del Figlio, il quale, benché non fosse soggetto alla legge, volle subire la circoncisione e gli altri oneri della legge, per darci l’esempio d’umiltà e d’obbedienza, per approvare la legge, e togliere ai Giudei ogni occasione di infamarlo. Dice infatti la Scrittura: “Dio dà grazia agli umili” (Giacomo 4,6; 1Pietro 5,5). Per gli stessi motivi del Figlio, Maria ha osservato i precetti della legge, benché non vi fosse soggetta » (Somma Teologica III, q 37, a 4 c).

Pubblicato da Giuseppe Monno

Nella Trinità il Padre è l'amante, il Figlio è l'amato, lo Spirito Santo è l'amore.

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