IL BATTESIMO AMMINISTRATO AI NEONATI

Siccome tutti gli uomini, al momento del proprio concepimento ereditano il peccato dei nostri progenitori (Salmi 51,5; Romani 5,15-19), Cristo ha voluto istituire un battesimo (Segno della fede nella Nuova Alleanza) che avesse tra i suoi effetti la remissione di tutti i peccati (Atti 2,38; 22,16). Per questo è chiamato anche « lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo » (Tito 3,5), poiché realizza quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno può entrare nel regno di Dio (Giovanni 3,5). Mediante il sacramento del battesimo siamo rigenerati come figli di Dio, siamo incorporati nella Chiesa, e siamo resi partecipi della missione di Cristo. Le modalità sono quelle per immersione e per infusione. Non possedendo ancora una fede personale, il neonato viene battezzato per la fede della Chiesa. Quando Dio comandò la circoncisione (Segno della fede nell’Antica Alleanza) per i neonati, questi non possedevano la fede. Venivano quindi circoncisi per la fede dei loro genitori e di tutto il popolo eletto. Questi poi educavano i propri figli alla fede in Dio e all’osservanza della legge. Quindi, come nell’Antica Alleanza ogni neonato ebreo veniva circonciso per la fede del popolo ebraico, così nella Nuova Alleanza ogni neonato viene battezzato per la fede del popolo cristiano, cioè la Chiesa. L’apostolo Paolo chiama il battesimo cristiano « la vera circoncisione di Cristo » (Colossesi 2,11-12). Dopo aver ricevuto il sacramento del battesimo, il neonato verrà cresciuto ed educato alla fede in Gesù Cristo dai propri genitori, loro primi e principali educatori. La Chiesa (comunità dei credenti) si rende responsabile della fede dei neonati. È cosa buona e giusta che la Chiesa si preoccupi della salute spirituale dei neonati. Vi sono episodi nella Sacra Scrittura nei quali non è la fede del diretto interessato a guarirlo, ma quella di altre persone. Ad esempio, il servo ammalato fu guarito non per fede personale, ma per la fede del suo padrone: « E Gesù disse al centurione: “Va’ e sia fatto secondo la tua fede”. In quell’istante il servo guarì » (Matteo 8,13). Anche il paralitico venne guarito non per fede personale, ma per la fede di chi lo portò a Cristo: « Vista la loro fede, disse al paralitico: figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati (…) alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua » (Marco 2,1-11). La suocera di Pietro fu guarita non per fede personale, ma per la fede dei discepoli di Gesù: « La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò » (Luca 4,38-39). Al carceriere che domandò che cosa doveva fare per essere salvato, Paolo e Sila risposero: « Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia » (Atti 16,31). Secondo tale affermazione, il carceriere credendo in Gesù Cristo avrebbe salvato non solo se stesso, ma pure la propria famiglia. Ora, se costoro sono stati guariti da Cristo non per fede personale, ma per la fede di altri, giustamente anche i neonati possono essere guariti dal lavacro del battesimo per la fede della Chiesa. Infatti, come una madre si prende cura della salute materiale del suo bambino, il quale non è ancora in grado di occuparsi di sé stesso, così la Chiesa si prende cura della sua salute spirituale. È dovere di noi cristiani battezzare i neonati. Nel vangelo secondo Luca leggiamo che, quando alcuni genitori « presentarono i bambini a Gesù perché li “toccasse” – in Luca la parola « aptestai » (toccare) ha spesso un valore terapeutico, ved Matteo 9,21; 14,36; Marco 6,56; Luca 5,13; 6,19; 8,44.47; 22,51 – i discepoli li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite » (Luca 18,15-16). La parola « bambini » è utilizzata due volte, nel v 15 con l’uso del greco « brephe », che letteralmente indica i lattanti, mentre nel v 16 con l’uso del greco « paidìa » che indica generalmente i lattanti e i ragazzini. Ma come possiamo lasciare andare verso Cristo i lattanti che non hanno ancora sviluppato fede personale, se non accompagnandoli noi stessi per la nostra fede, per la fede della Chiesa? Negli Atti degli apostoli abbiamo un altro episodio che sostiene il battesimo dei neonati. Infatti leggiamo che, ai giudei che ascoltavano la predicazione di Pietro, egli disse loro: « Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro » (Atti 2,38-39). Per « figli » Luca utilizza qui la parola greca « teknois », che viene dalla parola greca « tekna » che troviamo in Atti 21,21 in riferimento i neonati con un età inferiore a quella per cui si poteva ricevere la circoncisione. Quel giorno – racconta Luca – furono battezzate tremila persone (Atti 2,41), e certamente tra questi v’erano i neonati, visto che, secondo quanto aveva detto Pietro, anche per loro è la promessa. Infatti quale promessa se gli fosse impedito il sacramento del battesimo? Luca racconta inoltre che intere famiglie sono state battezzare dagli apostoli (Atti 10,48; 16,15.33; 1Corinzi 1,16), e non possiamo negare che in qualcuna di quelle famiglie vi fossero dei neonati o dei bambini piccoli. Quando Gesù comandò: « Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato » (Marco 16,15-16), non si riferiva ai neonati, ma ai pagani che dovevano convertirsi. Perciò Marco 16,15-16 non costituisce affatto una obiezione contro il battesimo amministrato ai neonati. Concludo con queste parole della prima lettera ai Corinzi: « Non voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto. Ora ciò avvenne come esempio per noi » (1Corinzi 10,1-6). Tra quelli c’erano anche i neonati.

Pubblicato da Giuseppe Monno

Nella Trinità il Padre è l'amante, il Figlio è l'amato, lo Spirito Santo è l'amore.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora