Quale termine viene usato nella Bibbia in riferimento ai cugini?
La Bibbia si riferisce ai cugini facendo uso dei termini ebraici ach e ben-dôd, e dei termini greci adelphós e anepsiòs. Il greco adelphós traduce l’ebraico ach:
1Cronache 23,21-22: Figli di Merari: Macli e Musi. Figli di Macli: Eleàzaro e Kis. Eleàzaro morì senza figli, avendo soltanto figlie; le sposarono i figli di Kis, loro fratelli.
Eleàzaro e Kis erano fratelli germani (1Cronache 23,21 Septuaginta), e perciò i figli di Kis e le figlie di Eleàzaro erano cugini di primo grado. Tuttavia la Bibbia si riferisce a questi (v 22) con l’ebraico ach – anziché ben-dod – e con l’equivalente greco adelphoi, cioè fratelli.
Colossesi 4,10: Vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino (anepsiòs) di Barnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza –
Nella Bibbia viene fatto uso del termine anepsiòs solo due volte nella Septuaginta (Numeri 36,11; Tobia 9,6) e una volta nella lettera ai Colossesi, e di mezzo c’è quasi sempre una distanza geografica: Tobi abitava a Ninive, in Mesopotamia (Tobia 11,16), mentre suo cugino Gabael abitava a Rage, nella Media (Tobia 1,14). Barnaba era di Cipro (Atti 4,36), mentre suo cugino Marco abitava a Gerusalemme (Atti 12,12). Solo in Numeri 36,11-12 non c’è riferimento a una distanza geografica riguardo le figlie di Zelofcad e i loro cugini. Spesso il greco adelphoi può indicare una stretta relazione tra due o più persone: così Abramo e suo nipote Lot (Genesi 13,8), Tobia e la sua sposa Sara (Tobia 7,12), Gesù e i suoi discepoli (Giovanni 20,17). Forse per questo la Bibbia fa anche uso di adelphós in riferimento ai cugini. Menzionando una testimonianza di Egesippo (scrittore giudeo-cristiano del II secolo), Eusebio di Cesarea (265-339 c) scrive che Simone – menzionato nei vangeli (Matteo 13,55; Marco 6,3) come fratello di Gesù – era figlio di Clèopa e cugino di Gesù, poiché Clèopa era il fratello di Giuseppe padre putativo di Gesù (Storia Ecclesiastica III, 11.32). Quindi Simone era un cugino di Gesù, ma i vangeli si riferiscono a lui facendo uso del termine adelphós, poiché questo – oltre ad anepsiòs – era il termine usato in riferimento ai cugini. L’ebraico invece, oltre ad ach, ha ben-dôd – cioè « figlio dello zio », da ben (figlio) e dôd (zio) – che indica chiaramente un cugino: « Suo zio o il figlio di suo zio (ben-dôd); lo potrà riscattare uno dei parenti dello stesso suo sangue o, se ha i mezzi di farlo, potrà riscattarsi da sé » (Levitico 25,49).