Dalle informazioni dei vangeli sappiamo che Gesù nacque in Giudea, a Betlemme (Matteo 2,1; Luca 2,4-7) – dall’ebraico « Beit-lehem » che significa « Casa del pane ». Luca racconta che Maria, dopo aver dato alla luce il suo figlio primogenito, Gesù, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’alloggio. Nella sua narrazione Luca ci sta dicendo una cosa molto importante riguardo il neonato. Egli fa un richiamo al libro della Sapienza attribuita al re Salomone: « Fui allevato in fasce e circondato di cure; nessun re iniziò in modo diverso l’esistenza » (Sapienza 7,4-5). Luca ci sta mostrando di credere che il neonato è veramente un re, e per questo usa l’espressione « lo avvolse in fasce », proprio come fa l’autore della Sapienza in riferimento al re Salomone. La mangiatoia in cui Maria depose il neonato, era una cesta nella quale i pastori tenevano fieno per buoi e asini (Luca 13,15). Luca menziona tre volte la mangiatoia in questo suo racconto (Luca 2,7.12.16), perché questa era un segno (v 12). Non è un caso se Gesù, il pane della vita disceso dal cielo (Giovanni 6,35.48.51) sia nato a Betlemme, nella Casa del pane, e fosse stato posto in una mangiatoia, egli che è vero cibo per la vita eterna (Giovanni 6,51.54.55). Possa Cristo nascere ogni giorno nel cuore degli uomini.
IL PANE DELLA VITA