I TRE ARCANGELI

Nella Bibbia il termine arcangelo – dal greco archànghelos che significa « angelo capo » o « capo degli angeli » – è attribuito solo a Michele (Giuda 1,9). Tuttavia la Chiesa cattolica riconosce, oltre a Michele, i nomi degli arcangeli Gabriele e Raffaele. E così la Chiesa ortodossa. La Bibbia non attribuisce a Gabriele e a Raffaele il termine arcangelo, ma solo quello di angelo – dal greco ànghelos (equivalente dell’ebraico malak) – che significa « messaggero » (Matteo 11,10; 2Samuele 11,18). Questo perché l’ufficio di messaggero può essere applicato anche agli spiriti superiori come gli arcangeli. Nel libro della Rivelazione leggiamo di « sette angeli che stanno in piedi davanti a Dio e ai quali furono date sette trombe » (Apocalisse 8,2). In oriente gli assistenti al trono erano sette (Ester 1,10). Questi sette angeli non possono che essere spiriti superiori, cioè arcangeli. Oltre a Michele, Gabriele e Raffaele sono gli unici angeli ai quali la Scrittura dà un nome. Un nome attribuito a un angelo indica un incarico di grande importanza: Michele – dall’ebraico « Mikha’el » – significa « Chi [è] come Dio [?] », poiché nessuno è come Dio (1Samuele 2,2; Giobbe 40,9; Isaia 42,8; Salmi 35,10; 145,3; Michea 7,18). Michele è quindi incaricato della difesa del dominio dell’Onnipotente (Daniele 12,1). Michele si contrappose a Satana – il quale si volse contro Dio – e lo scacciò dal cielo (Apocalisse 12,7-9; Luca 10,18). Andò in aiuto dell’angelo del Signore quando fu ostacolato per ventun giorni dal principe del regno di Persia (Daniele 10,12-14). E quando dal cielo verrà il Signore nella sua gloria, l’arcangelo Michele verrà con lui e con tutto l’esercito celeste (1Tessalonicesi 4,16-17; Matteo 24,30-31; 25,31-32). Gabriele – dall’ebraico « Gavri’el » – significa « Dio è Forte » o « Forza di Dio ». Gabriele fu mandato a Daniele per istruirlo e fargli comprendere la visione ricevuta da Dio (Daniele 8,1-26; 9,20-27). Fu mandato al sacerdote Zaccaria per annunciargli che sua moglie Elisabetta, nonostante l’avanzata età di ambedue, avrebbe concepito e partorito il precursore del Messia (Luca 1,5-20). Fu mandato dalla Vergine Maria per annunciargli che ella avrebbe concepito e partorito il Messia, il Figlio di Dio e il Salvatore del suo popolo, senza l’intervento di un uomo ma per opera dello Spirito Santo (Luca 1,26-38). Probabilmente l’angelo che apparve in sogno a Giuseppe fu sempre Gabriele (Matteo 1,20-21). Raffaele – dall’ebraico « Rapha’el » – significa « Dio guarisce » o « Medico di Dio ». Raffaele fu mandato al giovane Tobia per accompagnarlo e custodirlo nel suo viaggio (Tobia 4,1.2.20.21; 5,1-22), e per fargli prendere in sposa la giovane Sara (Tobia 6,12.19; 7,9.10.13; 10,10) e liberarla dal demonio Asmodeo (Tobia 3,8.17; 8,1-3), e per guarire suo padre Tobi dalla cecità (Tobia 3,17; 11,1-14). Di Gabriele e di Raffaele la Scrittura dice che sono due dei sette angeli che stanno sempre alla presenza di Dio (Tobia 12,15; Luca 1,19), e quindi sono spiriti superiori, arcangeli. Anche Michele dev’essere uno degli spiriti superiori che stanno sempre alla presenza di Dio, essendo non soltanto un arcangelo, ma addirittura preposto a tutte le schiere angeliche (Apocalisse 12,7; Giosuè 5,13-16). Gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, sono venerati da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi. Nella liturgia cattolica si celebra il 29 settembre la solennità dei tre Santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Nella liturgia ortodossa si celebra l’8 novembre. Agli arcangeli sono dedicati luoghi di culto come Chiese e Santuari. Nell’arte cristiana l’arcangelo Michele è quasi sempre rappresentato come un giovane con ali d’aquila e con indosso un elmo e una corazza, e una spada (qualche volta sostituita da una lancia o da una croce) nella mano, che sono richiami alla parola di Dio (1Tessalonicesi 5,8; Ebrei 4,12; Apocalisse 1,16), e nell’altra mano una bilancia (secondo alcune interpretazioni indica la pesatura delle anime, quindi è un richiamo al giudizio divino). Spesso nell’atto di scacciare il demonio (a volte sotto forma di un drago). L’arcangelo Gabriele è rappresentato sempre come un giovane con ali d’aquila e con un rametto di giglio bianco nella mano, simbolo di purezza, di castità e di bonta. Lo vediamo spesso con la Vergine Maria nell’atto di annunciargli il concepimento del Messia Figlio di Dio. L’arcangelo Raffaele è sempre rappresentato come un bellissimo giovane con ali d’aquila, spesso assieme al giovane Tobia mentre sono in viaggio. In alcuni dipinti i tre Santi arcangeli sono rappresentati insieme.

Pubblicato da Giuseppe Monno

Nella Trinità il Padre è l'amante, il Figlio è l'amato, lo Spirito Santo è l'amore.

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