GRAVISSIMI ERRORI DELLA DOTTRINA DELLA CHIESA DI GESÙ CRISTO DEI SANTI DEGLI ULTIMI GIORNI

La Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (conosciuti anche come mormoni) fu fondata nel XIX secolo da Joseph Smith (1805-1844) che diceva di aver ricevuto per rivelazione il libro di Mormon, e perciò era considerato un profeta dai suoi seguaci. Di seguito saranno menzionati alcuni gravissimi errori della dottrina della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni:

1) Dio e suo Figlio – ma non lo Spirito Santo – hanno un corpo: «Il Padre ha un corpo di carne ed ossa, altrettanto tangibile come quello dell’uomo, il Figlio pure, ma lo Spirito Santo non ha un corpo di carne ed ossa ma è un personaggio di spirito. Se non fosse così, lo Spirito Santo non potrebb dimorare in noi» (Dottrina e alleanza 130,22).

2) Lo spirito non è altro che una materia più sottile: «Non c’è nulla che sia materia immateriale. Ogni spirito è materia, ma è più fine o pura, e può essere percepito soltanto mediante occhi più puri; Noi non possiamo vederla; ma quando il nostro corpo sarà purificato vedremo che tutto è materia» (Dottrine e alleanze 131,7-8).

3) Vi fu un tempo in cui il Padre viveva sulla terra come un uomo, e passò attraverso la morte, ed è quindi un uomo innalzato: «Vi fu un tempo – secondo le dichiarazioni del profeta Joseph Smith – nel quale il nostro Padre celeste passò attraverso una vita e una morte, ed è quindi un uomo esaltato» (Dottrine di salvezza, vol 1, pag 19). «Il Figlio fa quello che ha visto fare al Padre; quindi il Padre, un giorno, ha deposto la sua vita per riprenderla poi; così Egli ha un corpo proprio» (Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pag 247). «Forse Dio sa qualcosa delle cose temporali perché deve aver avuto un corpo ed essere stato su una terra. Se non fosse così non saprebbe come giudicare gli uomini con giustizia, secondo le tentazioni e i peccati con cui essi devono lottare» (Discorsi di Brigham Young, pag 23).

4) Dio non è onnipresente, ma è circoscritto a un luogo: «Ma questo non significa che singolarmente le persone della divinità possono essere fisicamente presenti in più luoghi contemporaneamente. I sensi di ciascuna persona della Trinità hanno un potere infinito; la sua intelligenza non ha limiti; il suo potere di trasferirsi da un posto all’altro è infinito. Nondimeno la sua persona non può trovarsi in più di un luogo nello stesso tempo (…) Ne deriva che Dio non può occupare nello stesso tempo più di quello spazio consentito alle sue proporzioni» (Articoli di fede, pag 48-49). «Alcuni vorrebbero credessimo che Dio è onnipresente. Non è così. Egli non è onnipresente più di quanto il Padre e il Figlio non siano una sola persona» (Discorsi di Brigham Young, pag 22).

5) Gesù approvava e praticava la poligamia: «Gesù Cristo si era sposato a Cana in Galilea, e Maria, Marta, e le altre erano sue mogli, e aveva generato figli» (Journal of discourses, vol 2, pag 210).

6) Gesù è il frutto di un autentico atto sessuale tra Dio Padre – che ancora una volta è ridotto a un uomo da questa perversa dottrina – e la vergine Maria: «Cristo fu generato da Dio. Egli non nacque senza l’aiuto dell’uomo, e quell’uomo era Dio» (Dottrine di salvezza, vol 1, pag 25).

7) Dio Padre fu il primo marito di Maria, che in seguito fu data in sposa a Giuseppe: «Il corpo mortale di Gesù necessitò di una madre nonché di un padre. Perciò il padre e la madre di Gesù secondo la carne dovevano essere uniti come marito e moglie; perciò la vergine Maria doveva essere stata, per un periodo, la moglie legittima di Dio Padre: adoperiamo il termine moglie legittima perché sarebbe blasfemo al massimo dire che egli la ricoperse della sua ombra o che generò il Salvatore in modo illegittimo. Poiché Dio fu il suo primo marito, può darsi che Egli l’abbia data a Giuseppe come moglie mentre era in questo stato mortale, e che era sua intenzione, dopo la risurrezione, di riprenderla come una delle sue mogli, per generare spiriti immortali nell’eternità» (The Seer, pag 158).

Rispondiamo quindi a questi gravissimi errori della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni:

1) La Scrittura insegna che Dio è spirito (Giovanni 4,24), e cioè incorporeo e invisibile (Colossesi 1,15; 1Timoteo 1,17). Quando gli scrittori sacri attribuiscono a Dio parti corporee e positure (Genesi 6,8; 2Samuele 21,1; Giobbe 40,9; Isaia 6,1 Matteo 4,4; 5,35; Marco 16,19), fanno uso di antropomorfismo, un linguaggio metaforico con il quale vengono attribuite a Dio delle somiglianze con il corpo umano a motivo delle loro operazioni che si prestano a certe analogie. Quindi l’occhio attribuito a Dio (Salmi 34,15) indica la sua capacità di vedere in maniera intelligibile. Oppure lo stare seduto sul trono (1Re 22,19) indica la sua sovranità. Così il parlare faccia a faccia (Esodo 30,11) indica una stretta relazione con lui. L’uomo poi è a immagine di Dio (Genesi 1,26-27) non a motivo del corpo, ma a motivo della sua anima spirituale dotata d’intelletto e volontà, e per la quale l’uomo può somigliare a Dio per analogia con la sua stessa vita trinitaria. Ma l’anima e l’intelletto e la volontà sono realtà incorporee. Quindi Dio Padre non ha un corpo, mentre il Figlio ha un corpo in riferimento alla natura umana alla quale si è unito sostanzialmente (Giovanni 1,14).

2) Lo spirito non è una materia più sottile, ma è immateriale, incorporeo. Dio è spirito (Giovanni 4,24), non è materia, neppure materia sottile come affermano i mormoni. Il profeta Isaia, condannando le raffigurazioni della divinità, degli idoli, dice: «A chi potreste paragonare Dio e quale immagine mettergli a confronto?» (Isaia 40,18). La domanda di Isaia è retorica. Egli sa molto bene che Dio non può essere raffigurato, poiché non ha immagine ma è incorporeo. Le parole di Isaia non avrebbero senso se qualcuno potesse rispondere: «Possiamo paragonare Dio a un uomo, poiché corporalmente somiglia a un uomo».

3) Dio è eterno (Isaia 43,12-13; Salmi 90,2; 102,27) e perciò non c’è mai stato un istante in cui non sia stato Dio. Conosce perfettamente tutte le cose (1Samuele 2,3; Isaia 46,10; Salmi 138,1-4; 139,12) e per questo giudica secondo giustizia (Salmi 9,8; 96,10.13).

4) Dio è onnipresente (1Re 8,27; Salmi 139,5-12; Proverbi 15,3; Geremia 23,24; Marco 10,27). Si dice che è nei cieli (Matteo 6,9) non perché circoscritto a un luogo, ma nel senso che egli è trascendente, cioè al di sopra di tutte le cose.

5) Gesù non ha mai praticato né approvato la poligamia, ma l’ha condannata pubblicamente (Matteo 19,5.9). La Sacra Scrittura non ci dice che Gesù fu sposato e che generò figli secondo la carne. Gesù fu celibe e casto (Matteo 19,12). La menzogna dell’amore carnale tra Gesù e la Maddalena è vecchia di molti secoli, e risale allo gnostico vangelo secondo Filippo. Ma noi cristiani abbiamo la Rivelazione divina scritta e trasmessa, e non ci lasciamo sviare da certe favolette. Se poi vogliamo parlare di sposalizio mistico (o matrimonio spirituale), parliamo di quello tra Gesù e la Chiesa: questa è la sua vera Sposa (2Corinzi 11,2; Efesini 5,22-33; Apocalisse 19,7-9; 21,1-2).

6) Dio non è un uomo (Numeri 23,19) e non ha avuto – né aveva bisogno di – alcun atto sessuale con Maria. Il concepimento di Gesù è opera dello Spirito Santo (Matteo 1,18; Luca 1,34-35), cioè opera della potenza divina a cui tutto è possibile (Matteo 19,26; Luca 1,37), non opera dell’intervento di un uomo mediante un atto sessuale (Matteo 1,19-20). Quella del concepimento di un figlio mediante un atto sessuale tra un dio corporeo e una donna, non è che mitologia degli antichi popoli pagani, ben lontana dalla verità cristiana.

7) I vangeli smentiscono l’affermazione del The Seer a pagina 158, in cui si legge che Dio fu, secondo la carne, il primo marito della vergine Maria. Quando l’angelo Gabriele fu mandato da Maria per annunciargli che da lei sarebbe nato – secondo la carne – il Messia promesso, Maria gli chiese: «Come è possibile questo? Non conosco uomo» (Luca 1,34). Il verbo « conoscere » nella Bibbia ha spesso il significato dell’atto sessuale tra marito e moglie (Genesi 4,1.17.25; Matteo 1,25). Gabriele spiega a Maria che il concepimento di Gesù non sarà opera dell’intervento di un uomo mediante un atto sessuale, ma sarà opera della potenza divina: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio» (Luca 1,35-37). Nel vangelo secondo Matteo leggiamo queste parole dell’angelo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Matteo 1,20-21). Poi l’autore sacro aggiunge: «Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Matteo 1,22-24). Quando sarebbe avvenuto questo matrimonio secondo la carne tra un Dio corporeo e Maria? È evidente, da quanto afferma la Scrittura, che le affermazioni del The Seer sono una gran sciocchezza, come quella secondo cui in cielo Dio e gli uomini si uniscono alle loro mogli e generano spiriti immortali. Infatti Gesù dice che non prenderemo moglie né marito (Matteo 22,30).

Pubblicato da Giuseppe Monno

Nella Trinità il Padre è l'amante, il Figlio è l'amato, lo Spirito Santo è l'amore.

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