Il Sacro Tetragramma YHWH compare circa 7.000 volte nella versione ebraica dell’Antico Testamento. Con questo nome Dio rivelò a Mosè la propria realtà divina: « Io sono » (Esodo 3,14). Il Sacro Tetragramma incarna la realtà di Dio, Colui che ad un tempo si è rivelato ed è rimasto ineffabile. Gli Israeliti, poi, che non sapevano con quale nome chiamare Dio (Esodo 3,13) – il popolo eletto era influenzato dal popolo di Egitto che dava un nome ad ogni loro divinità – utilizzarono quello rivelato a Mosè come nome proprio di Dio. Ma col tempo, l’alto rispetto verso il Comandamento (Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio, Esodo 20,7), portò gli Israeliti a perdere la conoscenza della corretta pronuncia del Sacro Tetragramma. Nel IV o V secolo, i masoreti aggiunsero al Sacro Tetragramma le vocali dell’ebraico Ădōnay, che significa « mio Signore ». Il risultato fu l’ibrido YaHoWaH. Nel XIII secolo il domenicano Raimondo Martini commise l’errore di dare per buono il YaHoWaH coniato dai masoreti, e lo traslitterò in caratteri latini. Si ebbe Jehovah. L’errore di Martini influenzò alcune comunità cristiane del tempo, che perciò impressero Jehovah su alcune Chiese. Traducendo la Bibbia in inglese, il riformatore religioso William Tyndale (XV–XVI sec.) utilizzò Jehovah per indicare il nome divino. Da Jehovah abbiamo la versione italiana Geova. Ma come si è già detto è un ibrido, non il vero nome di Dio. Peraltro Gesù ci ha insegnato che dobbiamo chiamare Dio « Padre » (Matteo 6,9). Quando le comunità cristiane riconobbero come errato il nome Jehovah, lo abbandonarono. Oggi molti studiosi ritengono essere YaHWeH la versione più corretta. Tuttavia traduzioni come la Nuova Diodati o la Nuova Riveduta, preferiscono rendere YHWH con « Eterno » o con « SIGNORE ». La traduzione del Nuovo Mondo utilizzata dai testimoni di Geova, ha inserito illecitamente più di duecento volte Geova nel Nuovo Testamento, dove peraltro manca il Sacro Tetragramma, ma vi è Kyrios che significa Signore, attribuito quasi sempre a Gesù. Nella versione greca dell’Antico Testamento scritto dai Settanta, Kyrios traduce il Sacro Tetragramma. Gli scrittori del I secolo leggevano la versione greca dell’Antico Testamento, e perciò conoscevano bene il significato del Kyrios che loro attribuivano tanto a Dio quanto a Gesù nei vangeli e nelle lettere. Per i testimoni di Geova è Geova il nome più importante. Costoro sono a conoscenza del fatto che non si conosca la giusta pronuncia del Sacro Tetragramma, come loro stessi riportano nei loro opuscoli (ad esempio: « Ragioniamo » pagine 158-159, oppure « Il Nome Divino » pagina 6 e pagina 23), e tuttavia continuano a sostenere che Geova sia il nome divino. Insistono inoltre sulle parole di Gesù riguardo il santificare il nome di Dio (Luca 11,2). Ma il nome è qui segno della presenza e della potenza, e si confonde con Dio stesso. Per esempio, un proverbio dice che il nome di Dio è una torre fortificata (Proverbi 18,10), mentre un salmo dice che Dio stesso è la torre fortificata (Salmi 61,3). Il nome più importante per i cristiani è quello di Gesù, che è « il nome al di sopra di ogni nome » (Filippesi 2,9), e « nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra » (Filippesi 2,10).
GESÙ O GEOVA – IL NOME AL DI SOPRA DI OGNI NOME