GLI ANGELI

Gli angeli sono spiriti dotati d’intelligenza e di volontà. Il termine « angelo » – dal greco « ànghelos » (equivalente dell’ebraico « malak ») – significa « messaggero » (2Samuele 11,18; Matteo 11,10) e indica la funzione di queste creature che per natura sono « spirito » (Ebrei 1,14). Un nome attribuito a un angelo indica un suo particolare incarico. Ad esempio, l’angelo che fu inviato da Dio e per mezzo del quale furono guariti il vecchio Tobia dalla sua cecità e la giovane Sara dal demonio che la tormentava, è chiamato per questo suo particolare incarico « Raffaele » (Tobia 3,17), che significa « Dio guarisce » o « Medico di Dio ». Nei testi sacri a nostra disposizione, solo tre angeli vengono menzionati per nome. Questi sono Michele, Gabriele e Raffaele. Nei due racconti della Creazione (Genesi 1-2) non vengono menzionati gli angeli, e perciò non ci è possibile sapere esattamente quando furono creati. Da quanto si legge in Giobbe 38,4-7, sembra che gli angeli siano stati creati prima degli uomini. Secondo il pensiero di Agostino d’Ippona, che troviamo nel suo scritto La Città di Dio, è possibile che gli angeli siano stati creati il primo giorno, nel medesimo istante della luce (Genesi 1,3-5). Poiché Dio ha fatto ordinate tutte le cose, ha stabilito anche gli ordini angelici: quelli inferiori sottoposti a quelli superiori. Esistono quindi tre gerarchie angeliche, ognuna formata da tre ordini: superiore, intermedio e inferiore. Partendo dalla gerarchia e dall’ordine superiore a tutti gli altri, secondo la classificazione data da Dionigi (V-VI secolo), abbiamo: serafini, cherubini, troni, dominazioni, virtù, potestà, principati, arcangeli, angeli (La Gerarchia Celeste VI, II). Il termine angelo conviene anzitutto agli spiriti celesti appartenenti all’ordine inferiore della terza gerarchia, ma può essere applicato anche agli spiriti celesti di ordini superiori, poiché questi possono compierne le funzioni (La Gerarchia Celeste, V, I). Gli angeli non sono corpi né sono uniti naturalmente a dei corpi. Essendo spiriti, gli angeli sono incorporei e invisibili. Tuttavia gli angeli possono formarsi dei corpi sensibili che rappresentano le loro proprietà spirituali. Non lo fanno per se stessi, ma per comunicare con gli uomini. Secondo Tommaso d’Aquino, gli angeli si formano dei corpi aerei condensando l’aria, quanto è necessario alla configurazione del corpo che essi vogliono assumere (Somma Teologica I, q 51, a 2, ad 3). Egli spiega che, sebbene l’aria nel suo stato normale di rarefazione non possa avere né figura né colore, tuttavia quando viene condensata può prendere figura e colore, come lo dimostrano le nubi. Nei corpi assunti gli angeli possono compiere operazioni vitali per quello che esse hanno di comune con le operazioni delle cose inanimate, come un movimento o produrre un suono. Non possono compiere invece le operazioni vitali proprie degli esseri viventi, come mangiare, o generare altri esseri viventi. È errata perciò la convinzione di chi vede alcuni angeli peccatori in quei figli di Dio che presero per mogli le figlie degli uomini e generarono dei figli (Genesi 6,2-4). Cristo infatti insegna che gli angeli non prendono mogli (Matteo 22,30). Per comunicare con gli uomini, gli angeli non parlano per mezzo del corpo da loro formato, ma producono nell’aria dei suoni simili a quelli prodotti dalla voce degli uomini. Gli angeli, inoltre, non mangiano né bevono, essendo questa una operazione vitale propria degli esseri viventi. Nella Bibbia vediamo alcuni angeli mangiare, ma ciò non è che apparenza (Tobia 12,19). Nelle visioni corporee gli angeli sono spesso descritti come giovani bellissimi dai capelli candidi come la paglia e con delle vesti bianche. I corpi belli e luminosi, assieme alle bianche vesti, mostrano esteriormente la santità e la purezza di questi spiriti celesti. A volte, sopratutto nelle visioni profetiche, gli angeli sono descritti con delle ali. Della raffigurazione dei corpi formati dagli angeli niente è superfluo, poiché designa le loro facoltà spirituali, come afferma Tommaso d’Aquino. Perciò, come l’occhio indica la virtù conoscitiva degli angeli, le ali indicano invece l’agilità nell’eseguire i comandi divini. Indicano inoltre la loro residenza celeste. Il moto locale degli angeli può essere discontinuo e può essere anche continuo. Gli angeli infatti possono abbandonare un luogo istantaneamente, oppure possono abbandonarlo progressivamente. Differentemente dagli uomini gli angeli non hanno bisogno di un certo tempo per scegliere, per esortare e per acconsentire. Ad un angelo basta esprimere un desiderio con una locuzione intellettiva che, nel medesimo istante, tutti gli altri angeli possono acconsentirvi. Fu così che Lucifero – divenuto « Satana » che significa « Avversario » – espresse il suo desiderio ed esortò un terzo degli angeli che in quel medesimo istante vi acconsentì (Apocalisse 12,4).

Pubblicato da Giuseppe Monno

Nella Trinità il Padre è l'amante, il Figlio è l'amato, lo Spirito Santo è l'amore.

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