ADELPHEN GYNAIKA

Il greco adelphen gynaika, letteralmente significa donna sorella ed indica una donna cristiana, a prescindere se questa sia vergine, nubile, sposa o vedova. Il greco gyne indica in modo generico la donna. Qualche esempio:

Matteo 9
20 Ed ecco una donna (gyne), che soffriva d’emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello.

Matteo 9
22 Gesù, voltatosi, la vide e disse: « Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita ». E in quell’istante la donna (gyne) guarì.

Matteo 11
11 In verità vi dico: tra i nati di donna (gynaikon) non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Matteo 13
33 Un’altra parabola disse loro: « Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna (gyne) ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti ».

Matteo 15
22 Ed ecco una donna (gyne) Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: « Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio ».

Matteo 15
28 Allora Gesù le replicò: « Donna (gynai), davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri ». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Apocalisse 12
13 Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna (gynaika) che aveva partorito il figlio maschio.

Apocalisse 12
14 Ma furono date alla donna (gynaiki) le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente.

Apocalisse 12
15 Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna (gynaikos), per farla travolgere dalle sue acque.

Apocalisse 12
16 Ma la terra venne in soccorso alla donna (gynaiki), aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.

Apocalisse 12
17 Allora il drago si infuriò contro la donna (gynaiki) e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

In determinati contesti il greco gyne può essere tradotto con moglie, cioè quando lo scrittore ci fa sapere che quella donna è legata a un uomo mediante un vincolo matrimoniale. Qualche esempio:

Matteo 5
31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie (gynaika), le dia l’atto di ripudio; 32 ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie (gynaika), eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Matteo 14
3 Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodìade, moglie (gynaika) di Filippo suo fratello.

Matteo 18
25 Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie (gynaika), con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito.

Matteo 19
3 Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: « È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie (gynaika) per qualsiasi motivo? ».

Atti 5
1 Un uomo di nome Anania con la moglie (gynaiki) Saffira vendette un suo podere

Atti 5
2 e, tenuta per sé una parte dell’importo d’accordo con la moglie (gynaikos), consegnò l’altra parte deponendola ai piedi degli apostoli.

Nei versetti sopracitati è palese che la donna sia legata all’uomo mediante un vincolo matrimoniale, e perciò giustamente gyne va tradotto con moglie. Ma nella sua prima lettera ai Corinzi, Paolo non ci fa sapere se le donne che accompagnavano gli apostoli durante alcuni viaggi missionari (1Corinzi 9,5) fossero legate a loro mediante il vincolo matrimoniale. L’apostolo sta soltanto affermando il diritto che hanno coloro che predicano il vangelo di vivere a spese della comunità (1Corinzi 9,1-12). Questo diritto l’hanno anche coloro che sono accompagnatori (v 5). Tra questi accompagnatori vi erano, probabilmente, Maria Maddalena e la madre di Giacomo minore e di Ioses, e Salomè madre di Giacomo maggiore e di Giovanni, che già dalla Galilea avevano seguito Gesù per servirlo (Matteo 27,55). Paolo afferma che è anche un diritto di queste sorelle il poter vivere a spese della comunità. Perciò è una forzatura rendere gynaika con moglie nelle versioni protestanti di 1Corinzi 9,5. Peraltro i testi sacri non ci parlano mai di ipotetiche mogli degli apostoli. Un eccezione l’abbiamo per Pietro, di cui è menzionata la suocera (Matteo 8,14; Marco 1,30; Luca 4,38). Tuttavia dal medesimo racconto comune ai tre sinottici (Matteo 8,14-15; Marco 1,30-31; Luca 4,38-39), ci è lecito pensare che Pietro fosse vedovo quando fu chiamato da Gesù come apostolo. Infatti la moglie di Pietro non è mai menzionata, e nel racconto dei sinottici non si trova in casa a prendersi cura della madre ammalata, che guarita da Gesù, egli stessa si mise a servirlo. Dov’era la moglie di Pietro? Ci è lecito quindi pensare che fosse defunta. Questa però è un opinione personale, non un insegnamento del Magistero.

Pubblicato da Giuseppe Monno

Nella Trinità il Padre è l'amante, il Figlio è l'amato, lo Spirito Santo è l'amore.

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