Secondo la dottrina dei testimoni di Geova, Cristo fu appeso ad un palo, non ad una croce. La parola greca « stauròs » si traduce « palo, croce ». I vangeli ci forniscono però alcuni elementi che escludono che Cristo sia stato appeso ad un palo, anziché ad una croce. Anzitutto, la crocifissione era una condanna inflitta dai romani agli schiavi, ai ribelli e ai malfattori. Era una forma di esecuzione vergognosa e crudele, e la morte giungeva lentamente, per soffocamento. Cristo fu crocifisso dai romani (Matteo 9,19; Marco 10,33; 15,1-25), quindi ad una croce, non ad un palo. Il condannato a morte per crocifissione, veniva legato e portava non l’intera croce, ma il solo braccio orizzontale, chiamato patibulum. Questo poi veniva fissato sul legno verticale. Sulla croce, al di sopra del capo di Gesù, posero la motivazione scritta della sua condanna: « Gesù il Nazareno, il re dei giudei » (Giovanni 19,19). Se fosse stato appeso ad un palo, quell’iscrizione sarebbe stata posta al di sopra delle sue mani, non al di sopra del capo. Dopo la sua risurrezione, quando gli altri apostoli dissero a Tommaso: « Abbiamo visto il Signore! », egli disse loro: « Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò » (Giovanni 20,25). Tommaso parla di segno dei chiodi nelle mani di Gesù, non di segno del chiodo. Perciò Gesù doveva trovarsi non con le braccia chiuse, al di sopra del capo, ma piuttosto con braccia spalancate, come nelle raffigurazioni della croce, con un chiodo conficcato in ognuna delle mani. Lo storico ebreo Giuseppe Flavio (37-100 ca.), scrive che Gesù fu condannato alla croce (Antichità Giudaiche, Libro XVIII, 64-65). Non ad un palo. Il graffito di Alessameno, risalente alla metà del secolo III, mostra un crocifisso con la testa di asino, vestito con una tunica corta senza maniche. È visto da dietro. Alla sinistra del crocifisso è raffigurato un uomo, anch’egli con una tunica corta senza maniche. Ha un braccio alzato. Tra l’uomo col braccio alzato e il crocifisso con la testa di asino, c’è una iscrizione greca: « Alexamenos sebete theon » (Alessameno adora il suo dio). Si tratta di una blasfema raffigurazione della crocifissione di Cristo. Infatti, secondo quanto affermava Tertulliano (155-230 c.), i cristiani venivano ingiustamente accusati di adorare un dio con la testa di asino (Apologeticum XVI, 1-2). E sempre lui affermava che i cristiani si segnano la fronte con un piccolo segno di croce (De Corona 3). Perciò Gesù Cristo fu appeso non ad un palo, ma sulla croce. Le braccia spalancate sulla croce fanno pensare all’amore di Dio che abbraccia tutti gli uomini.
GESÙ NON FU APPESO AD UN PALO, MA FU CROCIFISSO AD UNA CROCE