I doni che i maghi d’oriente portarono a Gesù (Matteo 2,11), hanno un certo significato cristologico: simboleggiano la regalità, divinità e umanità di Gesù. L’oro, dono riservato ai re (1Re 10,2.10), simboleggia la regalità di Gesù Re dei re (Apocalisse 17,14). L’incenso, bruciato sull’altare come offerta a Dio (Esodo 30; Levitico 2; Luca 1,8-10), simboleggia la divinità di Gesù, nostro grande Dio e Signore (Giovanni 20,28; Tito 2,13; 2Pietro 1,1; Giuda 1,4). La mirra, usata per conservare i cadaveri (Giovanni 19,39), simboleggia la morte di Gesù, quindi la sua umanità (Giovanni 1,14; Galati 4,4). Quanto ai maghi (chiamati magi dalla tradizione cattolica) – non stregoni né ciarlatani, ma astrologi e interpretatori di sogni – che vennero ad adorare il bambino, rappresentano la primizia dei credenti provenienti dai non circoncisi.
I DONI DEI MAGI