La preghiera dell’Ave Maria trova nella Bibbia il suo fondamento:
› Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Le parole sono prese dall’episodio dell’Annunciazione, e sono pronunciate da Gabriele (Luca 1,28). Il latino ave traduce il greco chaire, e cioè rallegrati. Si tratta di un invito alla gioia.
› Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Le parole sono prese dall’episodio dell’incontro tra la vergine Maria e la parente Elisabetta. Fu Elisabetta, sotto l’azione dell’ Spirito Santo, ad esclamare a gran voce queste magnifiche parole (Luca 1,41-42). Il nome « Gesù » è un’aggiunta posteriore.
› Santa Maria, madre di Dio,
Maria è Santa perché santificata dalla grazia. Maria è la kecharitomene (Luca 1,28), la piena di grazia. Invocare Maria come madre di Dio significa riconoscere Gesù come vero Dio e vero uomo, e professare la fede in lui. Sotto l’azione dello Spirito Santo, Elisabetta poté dire a Maria: « A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? » (Luca 1,43). San Paolo apostolo afferma che « nessuno può dire “Gesù è il Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo » (1Corinzi 12,3). Il titolo Signore è la traduzione dal greco Kyrios, che nella Septuaginta, e cioè la versione greca dell’Antico Testamento letta dai cristiani nel I secolo, traduceva il tetragramma YHWH, il Sacro nome che Dio aveva rivelato al suo popolo. L’evangelista stesso utilizza Kyrios (Signore) e Theos (Dio) in maniera scambievole (Luca 1,6.8.11.16.19.26.28.30.32.37.38.43.46.47 ecc). La vergine Maria è madre di Dio perché Cristo, nell’unità della sua persona divina, è vero Dio e vero uomo. La Vergine ha generato secondo la carne il Logos nato (dall’eternità) da Dio. Perciò, come scrive San Tommaso d’Aquino (Somma Teologica III, q 35, a 4, ad 2), si deve affermare che « la vergine Maria è madre di Dio, non perché madre della divinità, ma perché è madre, secondo la natura umana, di una persona che possiede la divinità e l’umanità ».
› prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.
In Giovanni 2,1-11 viene raccontato che durante uno sposalizio in cui erano presenti Gesù e sua madre, Maria intercede per gli invitati, i quali non avevano più vino. Gesù allora non poté rifiutare la richiesta di sua madre alla quale non tarda a rispondere. Così, proprio in quell’episodio, e per intercessione di Maria sua madre, Gesù diede inizio ai suoi miracoli. Egli fece riempire d’acqua sei giare di pietra contenenti ciascuna due o tre barili, e l’acqua divenne vino buono. Il significato teologico delle nozze di Cana è quello dello sposalizio tra Gesù e l’umanità, e lo sposo che conserva il vino buono (Giovanni 2,9-10) – immagine simbolica dell’amore sponsale tra Dio e il suo popolo – è Gesù medesimo. E Maria è colei che presso suo Figlio intercede per l’umanità. Ella si mette in mezzo esercitando la sua carità. La carità esercitata da Maria sulla terra viene ancora esercitata nel cielo, dove i beati regnano con Cristo (Apocalisse 22,5), continuando a servire Dio con gioia e intercedendo per gli uomini ancora viatori sulla terra, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (1Timoteo 2,5). La Bibbia non tace riguardo l’intercessione dei beati per noi ancora viatori sulla terra. Nel Secondo libro dei Maccabei vediamo Geremia e Onia – separati dalla carne – intercedere per il popolo Ebraico (2Maccabei 15,6-16). Giacomo ha detto di pregare gli uni per gli altri per essere guariti (Giacomo 5,16). Paolo ha chiesto che la Chiesa preghi per lui (Romani 15,30; Efesini 16,18-19), e ha raccomandato il suo discepolo Timoteo che si facciano preghiere per tutti gli uomini, poiché è cosa bella e gradita a Dio, il quale desidera la salvezza di tutti gli uomini (1Timoteo 2,1-4). Ora, i beati nel cielo – seppur separati dalla carne – sono vivi in Dio (Matteo 22,32; Marco 12,26-27), fanno parte della Chiesa, del corpo mistico di Gesù (1Corinzi 12,22-24), e perciò possono intercedere per noi ancora viatori sulla terra, presso Dio con le loro preghiere. In cielo non si dorme (Matteo 17,3; Luca 11,19). Noi ancora viatori possiamo pregare i nostri fratelli del cielo affinché intercedano in nostro favore. Loro sono consapevoli dei nostri bisogni (Luca 15,7; Ebrei 12,1-2). E poiché in cielo sono perfetti nella carità, tanto più perfette delle nostre sono le preghiere che i beati rivolgono a Dio per noi. Maria poi si trova in cielo già col suo corpo glorificato (Munificentissimus Deus). La Chiesa, fin dai primi secoli, ha invocato l’aiuto della Santa madre di Dio. Maria può ottenerci da Dio qualsiasi grazia.
› Amen. Verità.