La comunione dei santi è l’unione spirituale tra quanti, per mezzo della grazia, sono uniti a Cristo vero Dio e vero uomo. La comunione dei santi è la Chiesa. I santi, chiamati così perché rinvigoriti dalla grazia, costituiscono insieme l’unica Chiesa (Efesini 4,16) di cui Cristo è capo e fondatore (Colossesi 1,18; Matteo 16,18). Una parte di questa unica Chiesa è militante, un’altra parte è sofferente, e un’altra parte ancora è trionfante. È detta militante la parte della Chiesa costituita dai cristiani ancora viatori sulla terra (1Corinzi 12,13), noi che combattiamo la buona battaglia della fede (1Timoteo 1,18; 6,12; 2Timoteo 4,7). È detta sofferente la parte della Chiesa costituita dalle anime che si trovano in purgatorio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega che queste anime sebbene siano certe della loro salvezza eterna, vengono però sottoposte a una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del paradiso (cf Catechismo 1030), nel quale nulla d’impuro può entrare (Apocalisse 21,27). È detta trionfante la parte della Chiesa costituita dai beati che sono con Cristo nel paradiso, a godere della visione di Dio così come Egli è, e della perfetta comunione con lui. Cristo stesso ha promesso la vita eterna nel paradiso (Giovanni 14,2-3; 17,2; Luca 23,43). Tra i beati nel cielo vi sono anche gli angeli (Ebrei 12,22-24). Anch’essi fanno parte della Chiesa. L’unione tra quanti sono uniti a Cristo per mezzo della grazia, è consolidata da una comunione di beni spirituali, interni ed esterni. Il Catechismo Maggiore spiega che i beni comuni interni nella Chiesa sono la grazia che si riceve attraverso i sacramenti, la fede, la speranza, la carità, i meriti infiniti di Gesù, i meriti sovrabbondanti della Vergine e dei Santi, e il frutto di tutte le opere buone che nella Chiesa si compiono. Mentre i beni esterni comuni nella Chiesa sono i sacramenti, le pubbliche preghiere, le funzioni religiose e tutte le altre pratiche esteriori che uniscono insieme i fedeli (Catechismo Maggiore 216-217). Sono esclusi dalla comunione dei santi e non partecipano dei beni comuni interni della Chiesa coloro i quali, pur essendo cristiani, si trovano tuttavia privi della grazia. Sempre il Catechismo Maggiore spiega che costoro hanno ancora qualche vantaggio dai beni spirituali interni della Chiesa, essendo aiutati dalle preghiere dei fedeli ad ottenere la grazia di convertirsi a Dio (Catechismo Maggiore 220). Possono inoltre partecipare dei beni esterni della Chiesa, e cioè le preghiere, le funzioni religiose e il sacramento della riconciliazione. L’esclusione dalla comunione dei santi termina quando il cristiano torna ad essere in grazia. Sono esclusi inoltre gli infedeli, gli eretici, gli scismatici e gli scomunicati. L’esclusione dalla comunione dei santi è definitiva per i dannati. Nella comunione dei santi i beati del paradiso intercedono incessantemente per noi cristiani ancora viatori, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini (1Timoteo 2,5). Noi ancora viatori, invece, offriamo suffragi (preghiere, sacrificio eucaristico, indulgenze, elemosine, buone opere in genere) per i nostri fratelli defunti che si trovano in purgatorio, affinché siano assolti dai loro peccati e possano entrare nella gioia del paradiso. Un solo Corpo, un solo Spirito, una sola Chiesa.
LA COMUNIONE DEI SANTI